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Giovedì 23 Novembre 2017 - Aggiornato alle 14:53 - Lettori online 934
VITTORIA - 13/10/2017
Cronache - Le indagini sul voto di scambio politico mafioso

Revoca dei domiciliari per l´ex consigliere comunale Fabio Nicosia

Revoca dell’obbligo di firma periodica in commissariato per il fratello Giuseppe e per Venerando Lauretta Foto Corrierediragusa.it

Revoca degli arresti domiciliari per le ultime due persone delle 5 arrestate nell´ambito dell´operazione "Exit Poll" per voto di scambio politico mafioso, condotta dalla guardia di finanza di Catania su coordinamento della direzione distrettuale antimafia etnea. La revoca dei domiciliari è arrivata per l´ex consigliere comunale di Vittoria (sospeso dalla carica con provvedimento prefettizio a seguito delle indagini e successivamente dimessosi egli stesso) Fabio Nicosia (foto) e per Raffaele Giunta. La revoca dei domiciliari, con contestuale remissione in libertà, è stata decisa dai giudice del tribunale del riesame di Catania. La revoca dei domiciliari era arrivata di recente anche per il fratello di Fabio Nicosia, il già sindaco di Vittoria per 2 mandati consecutivi Giuseppe, e per Venerando Lauretta. Per questi ultimi è stata anche decisa la revoca dell´obbligo di firma periodica in commissariato. La revoca dei domiciliari da parte del riesame si era registrata qualche giorno fa anche per Giombattista Puccio e Raffaele Di Pietro. Tutti gli indagati a suo tempo arrestati nell’ambito dell’operazione sono quindi stati rimessi in libertà.

L’inchiesta sfociata negli arresti, e che vede indagato anche l´attuale sindaco di Vittoria Giovanni Moscato per il reato di corruzione elettorale, comprende le amministrative del 2016 e quelle del 2011 e del 2006, nonché le Regionali e le Nazionali del 2008 e del 2012. Tutto è dunque finito sotto la lente di ingrandimento dell´indagine della guardia di finanza, che, l´anno scorso, a due giorni dal voto, effettuò un blitz nei comitati elettorali di tutti i candidati, portando via diverso materiale.

LE PARTI SALIENTI DELLE INTERCETTAZIONI AMBIENTALI E TELEFONICHE
Nel corso delle indagini, come dichiarato dagli inquirenti in conferenza stampa, era stata tra l’altro monitorata una riunione, sollecitata da Di Pietro, tra i fratelli Nicosia e i lavoratori di una azienda di gestione dei rifiuti, che sarebbe stata finalizzata a sancire il sostegno elettorale di quest’ultimi in favore dei Nicosia. Nelle fasi antecedenti la competizione elettorale del 2016, erano stati registrati contatti tra i Nicosia, Puccio e Lauretta. Si era accertato in particolare che Raffaele Giunta, anch’egli candidato in un primo tempo al consiglio comunale come Lauretta, avrebbe chiamato proprio quest´ultimo per chiedergli voti a suo favore.

Lauretta avrebbe risposto di essere già impegnato a sostenere la coalizione appoggiata dai Nicosia, aggiungendo che, in cambio, gli sarebbe stato promesso dal sindaco uscente lo sgombero di un edificio pubblico, dove consentirgli di avviare un centro di assistenza per persone con handicap. Il primo giugno 2016 gli investigatori hanno assistito a un incontro tra Fabio Nicosia e Puccio Giombattista, svoltosi nella sede di una società di imballaggi in cartone. Il contatto tra Puccio e Nicosia era stato confermato anche da successive captazioni di conversazioni telefoniche tra Di Pietro e Puccio. Da queste ultime si era rilevata, come sostenuto dagli investigatori, la disponibilità di Puccio a fornire sostegno elettorale in cambio di benefici connessi allo svolgimento delle attività economiche gestite dal proprio figlio nel settore della rimozione dei rifiuti.