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Martedì 21 Novembre 2017 - Aggiornato alle 22:45 - Lettori online 648
VITTORIA - 06/10/2017
Cronache - Sono tra l’altro accusate di peculato

Si dicono innocenti le 2 infermiere arrestate

Il difensore di fiducia mira alla revoca della custodia cautelare Foto Corrierediragusa.it

Interrogatori di garanzia per le due infermiere in servizio all´ospedale Guzzardi di Vittoria, Franca Tolentino e Ornella Vietti, le quali dinanzi al magistrato si sono proclamate innocenti rispetto alle accuse loro contestate dagli inquirenti, a cominciare dal peculato. L’avvocato difensore delle due donne intende far ottenere alle sue assistite la revoca della custodia cautelare: la Tolentino e la Vietti, difatti, restano al momento agli arresti domiciliari nelle rispettive abitazioni. Secondo le indagini degli investigatori, le due infermiere prendevano nota dei pazienti dimessi dall´ospedale e, improvvisandosi «medici», proponevano loro di curarli a domicilio con un vero e proprio tariffario in nero che comprendeva terapie, iniezioni, flebo e tanto altro, somministrate tramite medicinali e presidi medicali sottratti direttamente dal Guzzardi.

Le infermiere, stando alle indagini, pare abbiano nel tempo sottratto in maniera illecita dei farmaci e altri prodotti medicali dalla farmacia dell’ospedale, utilizzandoli privatamente (pratica ovviamente vietata) su alcuni pazienti che avrebbero curato personalmente a domicilio. Le due donne lavoravano anche per delle case di cura, proponendo inoltre assistenza domiciliare in nero ai pazienti dimessi dall’ospedale e offrendo loro un servizio «all inclusive». Quindi il paziente di turno non doveva comprare nulla in quanto, stando alle indagini, erano le stesse infermiere a procurare i medicinali o gli altri presidi medici sottratti direttamente dalla farmacia o dai reparti del "Guzzardi". Le due infermiere quindi effettuavano terapie senza alcuna disposizione di un medico, basandosi solo sull’esperienza maturata in corsia.

La perquisizione domiciliare nelle abitazioni delle due infermiere aveva permesso di sequestrare medicinali e presidi sanitari di proprietà dell’ospedale rivenuti però solo a casa della Vietti, nascosti addirittura nel divano o in cucina, mentre nulla era stato trovato nell´abitazione della Tolentino. Il materiale più ingombrante era nascosto in un locale di pertinenza di una agenzia di onoranze funebri, utilizzato come una sorta di deposito.