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Lunedì 20 Novembre 2017 - Aggiornato alle 16:15 - Lettori online 951
VITTORIA - 26/09/2017
Cronache - Sono accusate anche di esercizio abusivo della professione

Due infermiere arrestate per peculato

Alla base delle indagini una telefonata anonima alla direzione sanitaria Foto Corrierediragusa.it

Prendevano nota dei pazienti dimessi dall´ospedale «Guzzardi» (foto) e, improvvisandosi «medici», proponevano loro di curarli a domicilio con un vero e proprio tariffario in nero che comprendeva terapie, iniezioni, flebo e tanto altro, somministrate tramite medicinali e presidi medicali sottratti direttamente dall’ospedale in cui lavoravano come infermiere. Con le accuse di peculato ed esercizio abusivo della professione medica sono state arrestate Ornella Vietti e Franca Tolentino, di 52 e 48 anni, entrambe di Vittoria, sposate e incensurate. Le due donne sono state sottoposte al regime dei domiciliari nelle rispettive abitazioni. Le infermiere, stando alle indagini, pare abbiano nel tempo sottratto in maniera illecita dei farmaci e altri prodotti medicali dalla farmacia dell’ospedale, utilizzandoli privatamente (pratica ovviamente vietata) su alcuni pazienti che avrebbero curato personalmente a domicilio.

Le due donne lavoravano anche per delle case di cura, proponendo inoltre assistenza domiciliare in nero ai pazienti dimessi dall’ospedale e offrendo loro un servizio «all inclusive». Quindi il paziente di turno non doveva comprare nulla in quanto, stando alle indagini, erano le stesse infermiere a procurare i medicinali o gli altri presidi medici sottratti direttamente dalla farmacia o dai reparti del "Guzzardi". Le due infermiere quindi effettuavano terapie senza alcuna disposizione di un medico, basandosi solo sull’esperienza maturata in corsia.

L’infermiere, invece, può solo somministrare medicinali prescritti da un medico, e non di sua iniziativa. Come accennato, c´era anche un tariffario preciso per queste prestazioni mediche domiciliari in nero: ad esempio una iniezione costava 3 euro, mentre per una flebo ce ne volevano 15. La perquisizione domiciliare nelle abitazioni delle due infermiere ha permesso di sequestrare medicinali e presidi sanitari di proprietà dell’ospedale rivenuti però solo a casa della Vietti, nascosti addirittura nel divano o in cucina, mentre nulla è stato trovato nell´abitazione della Tolentino. Il materiale più ingombrante era nascosto in un locale di pertinenza di una agenzia di onoranze funebri, utilizzato come una sorta di deposito.

Non è la prima volta che simili episodi si verificano nel territorio ibleo. Una operazione analoga difatti fu portata a termine nel 2012 a Modica dai carabinieri. Tornando al caso in oggetto, c´è stata una telefonata anonima alla direzione sanitaria alla base delle indagini, portate avanti in maniera discreta, tra l’altro tramite pedinamenti e intercettazioni ambientali e telefoniche, e che starebbero peraltro proseguendo anche su altri filoni, con il possibile coinvolgimento di altri soggetti, tra cui, forse, anche un medico.

Pare difatti che qualcuno, anche nel recente passato, chiamasse i referenti di un paio di agenzie di onoranze funebri per avvantaggiarle rispetto alla concorrenza quando un degente dell´ospedale stava per morire. In questo modo i referenti delle agenzie di onoranze funebri, avvertiti per tempo, si presentavano tempestivamente ai familiari per offrire loro l´organizzazione del servizio funebre.