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Martedì 21 Novembre 2017 - Aggiornato alle 22:45 - Lettori online 691
VITTORIA - 26/09/2017
Cronache - L’altra ipotesi di reato è quella di esercizio abusivo della professione medica

Arrestate 2 infermiere del "Guzzardi" di Vittoria accusate di peculato. Una iniezione costava 3 euro, per la flebo ce ne volevano 15

Tre euro per una iniezione Foto Corrierediragusa.it

Si chiamano Ornella Vietti e Franca Tolentino, di 52 e 48 anni, entrambe di Vittoria, le due infermiere in servizio all’ospedale «Guzzardi» di Vittoria (foto) arrestate e sottoposte al regime dei domiciliari nelle rispettive abitazioni con le accuse, tra l’altro, ciascuna limitatamente alle rispettive e presunte responsabilità, di peculato ed esercizio abusivo della professione medica. Le due infermiere, stando alle indagini, pare abbiano nel tempo sottratto in maniera illecita dei farmaci e altri prodotti medicali dalla farmacia dell’ospedale, utilizzandoli privatamente (pratica ovviamente vietata) su alcuni pazienti che avrebbero curato personalmente a domicilio. Le due donne lavoravano privatamente sia per case di cura che come assistenza domiciliare ai pazienti dimessi dall’ospedale, offrendo un servizio «all inclusive».

Quindi il paziente di turno non doveva comprare nulla in quanto, perlopiù, erano le stesse infermiere a procurare i medicinali sottratti direttamente dalla farmacia o dai reparti del "Guzzardi". Le due infermiere, stando alle indagini, effettuavano terapie senza alcuna disposizione di un medico, basandosi solo sull’esperienza maturata in corsia. L’infermiere, invece, può solo somministrare medicinali prescritti da un medico, e non di sua iniziativa. C´era anche un tariffario preciso: ad esempio una iniezione costava 3 euro, mentre per una flebo ce ne volevano 15. La perquisizione domiciliare nelle abitazioni delle due infermiere ha permesso di sequestrare medicinali e presidi sanitari di proprietà dell’ospedale rivenuti a casa della Vietti, mentre nulla è stato trovato nell´abitazione della Tolentino.

C´era stata una denuncia alla base delle indagini, portate avanti in maniera discreta anche tramite intercettazioni ambientali e telefoniche, e che starebbero peraltro proseguendo anche su altri filoni, con il possibile coinvolgimento di altri soggetti, tra cui, forse, anche un medico. Pare difatti che qualcuno chiamasse i referenti di un paio di agenzie di onoranze funebri per avvantaggiarle rispetto alla concorrenza quando un degente dell´ospedale stesse per morire. In questo modo i referenti avvertiti per tempo si presentavano tempestivamente ai familiari per offrire loro l´organizzazione del servizio funebre.