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Giovedì 23 Novembre 2017 - Aggiornato alle 20:23 - Lettori online 636
VITTORIA - 22/09/2017
Cronache - La conferenza stampa a palazzo Iacono

Il sindaco Moscato rigetta ogni accusa a suo carico

"Io ho sempre fatto circolare le carte" Foto Corrierediragusa.it

"Io non mollo, rilancio. Combatterò fino all’ultimo secondo perché non è possibile assimilare Vitoria ad una città mafiosa. Non abbandono, resto al mio posto come ho fatto già giovedì sera in consiglio comunale». Il sindaco Giovanni Moscato trasuda serenità e sicurezza nella sala di palazzo Iacono (foto) gremita di giornalisti e cittadini e amici. Moscato, con al suo fianco giunta e consiglieri comunali, assistito dal suo avvocato ha elencato numeri ed esibito delibere e documentazione cartacea per avvalorare quanto dice. Il sindaco si astiene da ogni riferimento agli altri indagati ed in particolare ai due fratelli Nicosia e ribadisce innanzitutto che la sua posizione rispetto all’inchiesta partita un anno fa è di fatto più lieve, visto che non si parla di connivenza con la malavita organizzata, ma solo di corruzione elettorale. L’ipotesi accusatoria del procuratore Zuccaro dice infatti che Moscato avrebbe raggiunto un accordo più o meno tacito con Peppe Nicosia per stabilizzare 60 dipendenti della Tekra, impresa che gestisce il servizio di igiene urbana in città.

«Innanzitutto mi preme precisare- dice il sindaco- che non ho alcuna sudditanza nei confronti di Peppe Nicosia. Me lo impone la mia moralità e la mia etica professionale. Non ho avuto mai incarichi professionali dall’allora sindaco e i miei introiti da palazzo Iacono sono venuti solo dai gettoni di presenza in consiglio comunale, come dicono le carte. Dal 2006 nessun incarico, anche perché mi sono abilitato nel 2009, e non potevo certo esercitare. Non ci sono poi mai state telefonate di sorta tra me e gli altri indagati e non esiste nessun accordo al ballottaggio delle amministrative del 2016 che poi portò alla mia elezione a sindaco. Non ho mai stretto accordi di sorta, né con i Nicosia, né con il Pd, né con altri partiti. Ce l´ho fatta con le mie sole forze e con tutti i voti che sono riuscito a raccogliere.

Io ho sempre fatto circolare le carte. Ho richiesto 250 informative antimafia, ho richiesto alla impresa che non fossero assunti soggetti con precedenti penali rilevanti pena la rescissione del contratto. Non potevo lasciare la città senza vigili urbani o operatori ecologici. Chiarirò la mia posizione nelle sedi competenti. Sia chiaro a tutti - ha concluso il sindaco - la città non si tocca e Moscato resta».

Secondo l´accusa, l´ex sindaco Giuseppe Nicosia avrebbe invece "spostato" i voti di Lisa Pisani, candidata sindaco di Vittoria per il partito di Nicosia, ovvero il Pd. Una eventualità, questa, categoricamente esclusa dall´attuale primo cittadino, che, dal ballottaggio con Ciccio Aiello, uscì vincitore. Alla luce di questa ed altre "inesattezze", come le definisce Moscato, che parla anche di "errori grossolani" nelle indagini, quest´ultimo chiederà quanto prima di essere ascoltato in procura per rendere note agli inquirenti le sue dichiarazioni spontanee sulla vicenda, unitamente ad una corposa documentazione di memorie difensive. Moscato è dunque intenzionato a difendersi strenuamente in tutte le sedi.