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Giovedì 23 Novembre 2017 - Aggiornato alle 14:53 - Lettori online 825
VITTORIA - 22/09/2017
Cronache - Il futuro della città

Il sindaco Moscato resta alla guida di Vittoria dopo operazione "Exit poll" in cui è indagato per corruzione elettorale

Serve riflessione e misura Foto Corrierediragusa.it

Giovanni Moscato resta alla guida del comune di Vittoria, travolto dalla inchiesta "Exit poll" della direzione distrettuale antimafia di Catania. Il primo cittadino si sente estraneo ai fatti anche se risulta indagato per corruzione elettorale. Comunque vada sarà una ferita difficile da rimarginare in fretta per la città perché peserà come un macigno sulla attività amministrativa.

IL CONSIGLIO COMUNALE RESTA AL SUO POSTO. FABIO NICOSIA SOSPESO
Per quanto riguarda il consiglio comunale, i consiglieri, in quanto non indagati, resteranno al loro posto. Questo è quanto prevede la nuova legge elettorale in Sicilia varata dal governo Crocetta. E´ stato invece sospeso dalla carica Fabio Nicosia con un provvedimento prefettizio, visto che lui stesso ed il fratello Giuseppe Nicosia, sindaco di Vittoria per 2 mandati consecutivi, sono ai domiciliari. L´altro storico sindaco di Vittoria Ciccio Aiello, del tutto estraneo all´inchiesta, ha mantenuto un atteggiamento molto pacato in tutta questa incredibile vicenda.

LE VALUTAZIONI DI CICCIO AIELLO
Il parlamentare è giustamente preoccupato per la città e non intende entrare nel merito dei provvedimenti giudiziari, sostenendo che bisogna necessariamente voltare pagina ed andare avvanti, seppure con tutte le difficoltà del caso. Ora Vittoria è una città ferita e il silenzio, almeno per ora, è certamente d’oro. Serve riflessione e misura.

LA POSIZIONE DI MOSCATO, PRESENTE E FUTURA
Anche l´attuale sindaco di Vittoria Giovanni Moscato, come accennato, risulta indagato per corruzione elettorale, nell´ambito di uno dei filoni d´inchiesta dell´operazione "Exit poll" condotta dalla guardia di finanza etnea, con il coordinamento della direzione distrettuale antimafia di Catania. Secondo l´accusa, difatti, l´ex sindaco Giuseppe Nicosia, finito ai domiciliari assieme al fratello Fabio, attuale consigliere comunale, per tenere fede ad un suo presunto impegno con i clan, sarebbe riuscito ad ottenere l´ assunzione al comune di 60 netturbini, facendo convergere i suoi voti, al ballottaggio, sul candidato del centrodestra poi risultato eletto, ovvero il già citato Moscato. Lo scorso anno le fiamme gialle si presentarono anche al comitato elettorale dell’attuale sindaco Giovanni Moscato, allora espressione di liste civiche di centrodestra, poi eletto e risultato vincitore nella competizione elettorale con Ciccio Aiello, e risultato del tutto estraneo ai fatti.

Quest´ultimo e Moscato, ovvero i due candidati entrambi a suo tempo raggiunti da avvisi di garanzia alla vigilia del voto dell´anno scorso, non sono tra i destinatari dei provvedimenti della procura catanese, la quale ha sottolineato che non è stata chiesta alcuna misura cautelare nei confronti dell’attuale sindaco Moscato, perché il reato ipotizzato non la prevede.

Già un anno fa Moscato si chiamò fuori da questa vicenda: "Il mio nome - disse - non figura in nessuna delle dichiarazioni dei soggetti che hanno acceso i riflettori su questa vicenda al vaglio della magistratura inquirente".

«Subito dopo aver appreso dell´indagine in corso - disse Moscato - avevo chiesto di essere sentito dal procuratore per chiarire la mia posizione. Ero già sereno e dopo l´interrogatorio lo sono ancora di più. La mia condotta è sempre stata assolutamente trasparente ed improntata al rispetto della legalità. Ho risposto a tutte le domande del pubblico ministero e ho collaborato attivamente con l´autorità giudiziaria per la ricerca della verità. Vittoria - disse Moscato - ha lottato e continuerà a lottare incessantemente contro le mafie e contro l´illegalità e la mia azione amministrativa seguirà questo filo conduttore. Tuteleremo - concluse l´attuale sindaco - la Vittoria onesta in tutte le sedi opportune».

Nella foto palazzo Iacono, sede del comune di Vittoria