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VITTORIA - 14/10/2008
Cronache - Vittoria – Coraggiosa denuncia della Casa della Sinistra vittoriese

A spasso nella Riserva con i fuoristrada, indagini in corso

La Riserva del Pino d’Aleppo terra di conquista. Gli ambientalisti: "Abbiamo dato l’allarme ma nessuno ha risposto al telefono" Foto Corrierediragusa.it

La Riserva di nessuno. Vi entrano tutti, quando e come vogliono, con le motociclette per il cross, con i Suv e i fuoristrada 4x4. Sono stati filmati e fotografati dagli ambientalisti della Casa della Sinistra di Vittoria. Il documento visivo è finito su Youtube per una denuncia forte che non mancherà di provocare polemiche.

L’assessore al territorio e ambiente Salvo Mallia, comunica di aver dato mandato agli uffici di avviare le opportune indagini per far luce sugli inquietanti episodi denunciati.

«Le denunce pubbliche – afferma Mallia - che vanno nella direzione della tutela della Riserva non possono non trovarmi d’accordo perché le infrazioni commesse da cittadini poco rispettosi dell’ambiente e della natura vanno perseguite a norma di legge. Non accetto invece le critiche strumentali secondo una sommaria equazione: scorribandano nella riserva, la colpa è della Provincia per la mancata vigilanza. Quest’operazione è marcatamente speculativa e non giova ad un impegno comune e civile in difesa della Riserva. Fatta questa premessa, gli uffici della Provincia stanno completando le indagini per accertare i fatti e individuare i responsabili e di ciò verrà informata la Procura della Repubblica per i provvedimenti del caso.

Sugli episodi poi riferiti dagli esponenti della Casa della Sinistra di non aver raggiunto telefonicamente gli organi preposti alla Vigilanza della Riserva mi chiedo: perché nessuno ha sentito il bisogno di denunciare subito i fatti al nostro personale di stanza presso la casa cantoniera di fronte al cimitero di Vittoria oppure di informare prontamente le forze dell’Ordine chiedendo il pronto intervento di Polizia e Carabinieri (erano irraggiungibili pure loro?), mentre, si è preferito a distanza di qualche giorno fare il solito «scoop» giornalistico per meritarsi la medaglietta della denuncia civile. Agli esponenti della casa della Sinistra preme la Riserva o farsi applaudire per aver scoperto queste infrazioni?

In questa corsa sfrenata alla strumentalizzazione di un’infrazione commessa al Codice della Strada da parte di sfrontati automobilisti, non si può inficiare il servizio svolto dal Personale di Vigilanza della Riserva che con grande abnegazione sono impegnati alla tutela e alla salvaguardia del bene protetto esteso ben 3000 ettari. Le problematiche che affrontano giornalmente sono svariate e solo perché sorretti da un notevole spirito di servizio riescono a far fronte a varie situazioni anche a costo di sacrifici personali. La loro attività ha consentito che l’idea stessa della Riserva oggi sia una realtà sia per i fruitori occasionali che per i proprietari dei terreni ed immobili della Riserva, pertanto ritengo inutile e pretestuoso criticare questi lavoratori che, senza alcuna retorica, rappresentano gli unici difensori fattivi della riserva.

«Concordo con gli esponenti della Casa della Sinistra – conclude Mallia - di istituire un numero verde per denunciare episodi di «invasioni barbariche» nella riserva e nelle more può essere utilizzato l’esistente centralino della Polizia Provinciale ma resta inconfutabile che siamo i primi a volere la tutela della riserva del Pino d’Aleppo occupandoci fattivamente della gestione di questo patrimonio ambientale».


«L’assessore provinciale Salvo Mallia - aveva scritto la Casa della Sinistra di Vittoria - aveva dichiarato tolleranza zero nei confronti di chi viola la riserva. Tutto è rimasto invariato. La riserva è di nessuno». Qualcuno domenica 5 ottobre è entrato nella riserva ed ha ripreso le sequenze dei 4 fuoristrada che si fanno largo negli impervi percorsi fra alberi e cespugli.

«Sono due fuoristrada di piccole dimensioni - aveva scrtto ancora il partito della Sinistra - equipaggiati di nastri evidenziatori di colore rosso e bianco, badili e motoseghe, si avviano in piena zona «A» per aprire un passaggio, renderlo riconoscibile, quindi ripercorribile. La durata dei lavori per aprire il varco, la serenità degli operatori nell’agire, il fracasso dei mezzi usati, motoseghe comprese, che per noi civili cittadini risulta come una rapina a volto scoperto, la dice lunga sulla gestione e sulla sorveglianza della Riserva».

E questo è niente, rispetto alla denuncia forte sul mancato arrivo dei soggetti preposti alla tutela della riserva. «Abbiamo tentato invano di informare gli organi competenti trovando solo numeri irraggiungibili e segreterie telefoniche. Sono le ore 14,00 di una pessima domenica assolata e le motoseghe imperversano aggredendo sia la macchia mediterranea che i pini d’Aleppo».

E c’è di più, la domenica successiva, il 12 ottobre, ad attraversare la pista questa volta sono quattro «SUV», vengono da fuori apposta allo scopo di perfezionare il percorso. Lo delimitano come per renderlo ufficiale e come se la riserva avesse trovato una nuova gestione, alla stregua di una tacita privatizzazione del bene protetto. Gli ambientalisti non mancano di ricordare che la «Riserva è un’area protetta istituita con decreto assessoriale n.° 536/90 dell’Assessorato Territorio e Ambiente della Regione Sicilia. La scelta risultò lungimirante se si pensa che oggi la Comunità Europea ha dichiarato il bene sito di interesse comunitario».

Oltre a denunciare, gli ambientalisti fanno anche delle proposte. «Alla luce di quanto esposto non chiediamo nulla al politico di turno per evitare che ci risponda: «Da oggi tolleranza zero»: agli organizzatori dei raduni dei 4x4 di continuare a gestire gli eventi senza interessare aree protette; alle guardie della Riserva un controllo capillare del territorio per scoraggiare ogni abuso. Infine proponiamo l’istituzione di un numero telefonico, realmente attivo, a cui rivolgersi per denunciare, soprattutto nei giorni festivi, gli oltraggi perpetrati a danno del nostro polmone verde».