Corriere di Ragusa
Email
Corrierediragusa.it mobile
Feed Rss Corrierediragusa.it
Corrierediragusa.it - Motore di ricerca
Corrierediragusa.it su Facebook
Corrierediragusa.it su Twitter
Corrierediragusa.it su Google+
Dimensione testo:
|
A
|
Corriere di Ragusa.it
Mercoledì 23 Agosto 2017 - Aggiornato alle 17:25 - Lettori online 513
VITTORIA - 29/04/2017
Cronache - In manette è finito un altro rumeno

Omicidio del 47enne per 9 cassette di fagiolini

L’arma del delitto sarebbe una spranga di ferro Foto Corrierediragusa.it

Può la vita di un uomo valere 9 cassette di fagiolini? La risposta sembrerebbe scontata, eppure proprio un pugno di ortaggi è stato alla base dell´omicidio del tunisino 47enne Abdessalem Farath, trovato cadavere lo scorso 14 aprile con la testa fracassata e ferite sparse per il corpo. La vittima voleva denunciare i suoi aggressori, che, in qualità di braccianti alle sue dipendenze, a sua insaputa avevano venduto le famose 9 cassette di fagiolini per rifarsi delle giornate lavorative che non erano state loro ancora pagate dallo stesso tunisino, ovvero il loro principale. La matassa è stata sciolta dai carabinieri, che, oltre a scoprire il movente dell´omicidio, hanno effettuato un altro per il delitto del tunisino, il cui cadavere fu poi scoperto per caso da una coppia nei pressi della discarica di contrada Pozzo Bollente a Vittoria, ove l´assassino l´aveva abbandonato. Per tale omicidio è stato ora arrestato un rumeno, ritenuto complice del connazionale 20enne già ammanettato qualche giorno fa poiché considerato l’autore materiale del grave fatto di sangue e colui che, dopo il crimine, si sarebbe sbarazzato del cadavere della vittima, abbandonandolo nel luogo dove era stato successivamente rinvenuto.

Le indagini non si sono fermate e sono proseguiti gli accertamenti finalizzati a ricostruire nei minimi dettagli la vicenda e ad individuare anche il movente. Proprio questa pista ha portato ora all’arresto di quest´altro rumeno 20enne presente al momento del delitto che, secondo i militari, sarebbe stato compiuto dal connazionale. Il movente del delitto sarebbe scaturito da un diverbio inizialmente sorto tra la vittima e il suo assassino che reclamava il pagamento delle giornate lavorative.

Il diverbio è degenerato quando la vittima, come accennato, aveva scoperto che i 2 rumeni avevano venduto autonomamente e senza dirgli nulla 9 cassette di fagiolini raccolti nella sua serra il giorno prima. A seguito di una minaccia di denuncia, i due rumeni avrebbero aggredito il tunisino con una spranga di ferro reperita sul posto, ferendolo mortalmente. A quel punto i due autori dell’omicidio avrebbero deciso di sbarazzarsi del corpo della vittima caricandolo sull’autovettura e abbandonando il cadavere laddove è stato poi ritrovato.