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Lunedì 18 Dicembre 2017 - Aggiornato alle 0:22 - Lettori online 485
VITTORIA - 28/04/2017
Cronache - E’ successo in contrada Alcerito

Corrente elettrica "gratis": 2 arresti

Le manette sono scattate per una coppia di rumeni Foto Corrierediragusa.it

Dieci alloggi con tredici frigoriferi, cinque televisori, due boiler, 2 stufe, 2 forni, una pompa dell’acqua e altro ancora alimentati con corrente elettrica rubata. E’ quanto avevano messo in opera due rumeni, che, per tale motivo, sono stati arrestati dalla polizia. Tutto è stato scoperto in contrada Alcerito, in un grande caseggiato abitato da 16 rumeni tra uomini e donne. All’interno dell’edificio i poliziotti si sono accorti che tutti gli ambienti erano stati utilizzati per creare dei mini alloggi. Tende, tramezzature precarie e mobili sono stati usati per creare ambienti più piccoli con un minimo di privacy. In ognuno di questi spazi di pochi metri quadrati c’erano letti, un minuscolo angolo cottura e qualche arredo. L’occhio attento dei poliziotti è andato ad un groviglio di fili elettrici su una parete ed al contatore dell’Enel. Disattivando la levetta, tutti gli elettrodomestici sono restati in funzione. E’ stato quindi chiamato il personale tecnico specializzato dell’Enel che ha accertato l’esistenza di un allaccio abusivo diretto alla rete di distribuzione a monte del misuratore. Il tubo di protezione dei cavi era stato forato e con dei morsetti a perforazione si era ottenuto il collegamento elettrico che era nascosto con malta cementizia e pietre.

La polizia ipotizza che da molti anni in quel caseggiato si preleva energia elettrica abusivamente. Gli elettrodomestici erano tutti in funzione al momento del controllo. Due i rumeni finiti in manette per furto aggravato di energia elettrica di cui uno già noto per reati contro il patrimonio. Entrambi hanno dichiarato di avere in affitto l’immobile dal proprietario di Gela e hanno mostrato una documentazione comprovante una cessione a titolo di comodato gratuito per eludere il pagamento delle imposte statali. I due rumeni, poi, subaffittavano i mini alloggi a loro connazionali, ricevendone un corrispettivo. Tale aspetto è al vaglio dell’ufficio al fine di verificare gli illeciti amministrativi e penali. Entrambi i rumeni sono ora ai domiciliari.