Corriere di Ragusa
Email
Corrierediragusa.it mobile
Feed Rss Corrierediragusa.it
Corrierediragusa.it - Motore di ricerca
Corrierediragusa.it su Facebook
Corrierediragusa.it su Twitter
Corrierediragusa.it su Google+
Dimensione testo:
|
A
|
Corriere di Ragusa.it
Venerdì 18 Agosto 2017 - Aggiornato alle 0:00 - Lettori online 522
VITTORIA - 21/02/2017
Cronache - Il presidente della Regione ha improvvisato una sorta di "comizio" da un camion che ha funto da palco

Crocetta a Vittoria per attentato incendiario con 3 tir distrutti

Intanto le indagini si presentano piuttosto difficili Foto Corrierediragusa.it

Non hanno fornito dettagli particolarmente utili alle indagini le immagini delle telecamere di sorveglianza puntate nel cortile della ditta di autotrasporti «Caair» dove, nella notte tra venerdì e sabato della scorsa settimana, sono stati dati alle fiamme tre tir, completamente distrutti, assieme ad un quarto danneggiato. I fotogrammi risulterebbero sfocati ed inoltre i piromani, almeno un paio, si sarebbero coperti il volto con un berretto. Insomma il lavoro si preannuncia piuttosto difficile per i carabinieri, che stanno indagando a 360 gradi. Pare che anche il camionista 60enne che stava dormendo nella cabina del suo tir, in attesa di ripartire all’alba con un carico di prodotti ortofrutticoli e che ha riportato ustioni di secondo e terzo grado sul 15% del corpo, non abbia visto praticamente nulla di sospetto. Non a caso l’uomo è passato dal sonno alle fiamme in pochi secondi, salvandosi in extremis, grazie anche al pronto intervento dei vigili del fuoco.

Il camionista resta ricoverato nel reparto grandi ustionati di Catania, ma non è per fortuna in pericolo di vita e le sue condizioni sono in costante miglioramento. Nel frattempo il legale rappresentante della «Caair» Giuseppe Biundo ha incassato diversi attestati di solidarietà dal mondo politico e istituzionale, nonché da sindacati ed associazioni a vari livelli. Biundo ha dichiarato agli inquirenti di non sapersi spiegare i motivi di questo attentato intimidatorio.

Lo stesso Biundo, tramite una nota inviata dal suo avvocato di fiducia Claudio Lo Monaco, intende affermare con forza "La determinazione a proseguire nel percorso di trasparenza e legalità che ha sempre contraddistinto l’operato della propria ditta, rifiutando di prestare il minimo ascolto a qualsivoglia tentativo intimidatorio. Il grave attentato subito - si legge ancora nella nota - non ha intimorito l’azienda, la quale ripartirà con ancora più orgoglio e fermezza. La Caair, fiduciosa nell’operato della magistratura, ha già conferito all’avvocato Lo Monaco - chiude la nota - mandato difensivo al fine di tutelarla nelle opportune sedi giudiziarie".

Negli anni 80, tempi bui per Vittoria tra morti ammazzati ed intimidazioni, l’azienda cominciò la propria, ininterrotta attività di trasporto dei prodotti ortofrutticoli fino in Lazio e Puglia. Ora la ditta «Caair» è stata gravemente danneggiata da questo attentato intimidatorio che ha causato circa mezzo milione di euro di danni, con il camionista che ha pure rischiato inconsapevolmente la vita.

CROCETTA A VITTORIA E LA CONTESTAZIONE DEI FORCONI
Ed intanto il presidente della Regione Rosario Crocetta è stato a Vittoria per rendere tangibile la sua vicinanza al mondo ortofrutticolo dal cuore pulsante del mercato di Fanello. Crocetta ha lanciato strali contro i ben noti interessi malavitosi che da anni aleggiano sulla struttura e ha ribadito che il governo regionale non resterà con le mani in mano rispetto all’attentato incendiario ai danni della «Caair», peraltro oggetto di un vertice del comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica nel corso di cui il prefetto di Ragusa Maria Carmela Librizzi aveva disposto l’intensificazione dei servizi di controllo, chiedendo al contempo un aiuto concreto a tutti coloro che sanno o sospettano qualcosa, squarciando il velo di omertà dettato dalla paura che spesso permea queste genere di vicende. Tornando a Crocetta, la sua visita a Vittoria è stata contestata dai Forconi che chiedono meno chiacchiere e più fatti concreti a sostegno del comparto e dei suoi operatori che non possono essere lasciati soli. Maurizio Ciaculli di Altragricoltura sostiene che che "Chi denuncia non trova lo Stato, ma l´ostacolo".

GLI "APPETITI" SUL MERCATO DI FANELLO
Ruoterebbe attorno agli «appetiti» di certi clan mafiosi, anche di territori limitrofi a quello ibleo, la nuova escalation criminale sfociata in due attentati incendiari in meno di 30 giorni nel Vittoriese e che presentano il bilancio di un camionista ustionato, 8 automezzi distrutti e un nono seriamente danneggiato. L’incendio doloso della scorsa settimana ai danni di tre tir della «Nuova Caair», azienda di trasporto prodotti ortofrutticoli su gommato adiacente il mercato di Fanello, ha riacutizzato l’attenzione delle istituzioni su un problema mai realmente risolto e all’attenzione del comitato provinciale per l´ordine e la sicurezza pubblica presieduto dal prefetto di Ragusa Maria Carmela Librizzi. Nel corso del vertice è stato fatto il punto della situazione alla presenza dei responsabili provinciali delle forze di polizia e del sindaco di Vittoria Giovanni Moscato, il quale, all’indomani dell’attentato, non aveva fatto mistero del suo timore di vedere sprofondare di nuovo la sua città nel vortice di terrore, sangue e violenza che la caratterizzò a cavallo tra gli anni 80 e 90.

"Si è trattato di un confronto costruttivo – ha spiegato il sindaco – che ha affrontato quanto successo in città nelle ultime settimane. La Vittoria onesta deve reagire e occorre la collaborazione di tutti i cittadini per debellare la mala pianta della criminalità. Collaborazione che scaturisce dalle denunce che possono aiutare gli inquirenti nel corso dell´attività investigativa. Lo Stato è al fianco della città e abbiamo chiesto, ora più che mai, un intervento netto e deciso per liberare Vittoria dai tentacoli del crimine e permettere agli imprenditori onesti di lavorare serenamente".

"È un momento in cui non occorre abbassare la guardia ma serve collaborare e denunciare. Non possiamo più assistere inermi dinanzi alla protervia della criminalità e i vittoriesi perbene saranno al nostro fianco in questa battaglia di legalità. La città deve e vuole reagire – ha proseguito il primo cittadino – e soltanto unendoci riusciremo a respingere le infiltrazioni criminali. Però le nostre forze, da sole, non bastano per sconfiggere questo cancro che attanaglia la nostra economia, il Mercato Ortofrutticolo e il sistema dei trasporti. Serve una mobilitazione delle istituzioni dello Stato che possa essere risolutiva per cancellare una pervasività criminale che dura da decenni e che, purtroppo, non è stata ancora debellata".

"Sto chiedendo un tavolo tecnico congiunto con il Ministero dell´Agricoltura e il Ministero dell´Interno per affrontare il nodo delle agromafie e avviare una vera e propria azione di bonifica per liberare il settore agricolo e quello dei trasporti dall´oppressione criminale che condanna tutto il tessuto economico agricolo".

"La battaglia della legalità non può prescindere da una presenza forte e capillare sul territorio da parte delle forze dell´ordine e inoltre ho già chiesto al Prefetto e al Ministero degli Interni un aumento sostanziale degli organici delle forze di polizia per far sì di intensificare i controlli e vigilare con ancora più efficacia sulla città e sulle sue dinamiche economiche". "Per troppi anni – ha aggiunto il sindaco – si è parlato di agromafie. Adesso è tempo di passare dalle parole ai fatti e nessuno si dovrà tirare fuori da questa sfida. Si tratta di una battaglia che deve coinvolgere in primis le istituzioni regionali e statali e faccio appello anche agli altri sindaci delle città interessate da questo problema a fare rete per chiedere attenzione e tutela senza abbassare la guardia. Vittoria non può più vivere nella paura".

"Sin dal nostro insediamento – ha concluso il primo cittadino – abbiamo avviato un´azione di legalità all´interno del Mercato Ortofrutticolo e a tutela degli operatori e dei produttori attraverso l´approvazione, dopo 40 anni di stallo, del nuovo regolamento e attraverso un capillare e rigoroso controllo degli accessi all´interno della struttura che consente – dopo anni di deregolamentazione – un sistema efficace di accrediti e controlli. Oltre alle scrupolose verifiche che si stanno attuando anche oggi all´interno della struttura sempre in difesa della legalità e degli operatori onesti".

Il mercato di Fanello, che, nonostante la crisi, resta uno dei più floridi ed importanti del meridione, fa da sempre gola alle bande criminali, che starebbero riorganizzandosi già da qualche tempo per mettere le mani sugli affari più redditizi, a cominciare dalla droga, e non solo. La struttura di Fanello, crocevia di interscambi commerciali a livello internazionale, rappresenta da anni la base ideale per affari illeciti, e chi non ci sta, o si rifiuta di chiudere un occhio (o magari tutti e due) rischia grosso. Si tratta solo di ipotesi al vaglio, assieme ad altre, delle forze dell’ordine, in primis i carabinieri, che, anche grazie ad alcune immagini riprese da videocamere di sorveglianza, stanno cercando di far luce sull’incendio doloso ai danni della «Nuova Caair».

L’attentato incendiario, come accennato, fa il paio con quello analogo verificatosi meno di un mese fa ai danni dell’azienda di trasporti su gommato «Gatto» di via Marangio.