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Domenica 30 Aprile 2017 - Aggiornato alle 18:13 - Lettori online 623
VITTORIA - 15/02/2017
Cronache - Un carico di 200 quintali spacciato per "Made in Sicily"

La frode dei pomodori albanesi e siculi

Sulla vicenda ha preso posizione il Codacons Foto Corrierediragusa.it

Si pensava fossero italiani, e invece erano albanesi. Non si tratta di uno scambio di persona o di soggetti sotto mentite spoglie, quanto più precisamente di pomodorini «taroccati». E’ successo a Vittoria, dove la guardia di finanza ha denunciato un commerciante che opera al mercato ortofrutticolo per frode in commercio di prodotti agroalimentari recanti false indicazioni di provenienza. I finanzieri hanno potuto verificare che un carico di pomodori di 200 quintali proveniente dall´Albania, dopo essere entrato in Italia dal porto di Bari, tramite una società di Polignano a Mare, è stato dirottato su Vittoria e poi annesso ad un’altra partita di pomodori «Made in Sicily», creando così confezioni miste ma recanti però il marchio di denominazione di origine locale. L´attività di indagine svolta dalle fiamme gialle è nata da una segnalazione partita dalla sede di Catania del ministero delle politiche agricole scaturita da un controllo nel magazzino di lavorazione di una società a responsabilità limitata operante nel settore del commercio all´ingrosso di frutta e ortaggi e riconducibile al commerciante denunciato, dove erano state riscontrate delle anomalie su provenienza e tracciabilità dei prodotti ortofrutticoli.

Attraverso l´incrocio di dati, assunzione di informazioni e analisi di documenti, è stata fatta luce sul sistema di frode che i finanzieri ritengono essere stato messo in atto dalla società vittoriese e concretizzatosi nell’immissione in commercio di un prodotto albanese spacciato col marchio «Made in Sicily» all’insaputa dei consumatori, disposti a spendere qualcosa in più pur di mangiare prodotti locali ma che nei fatti si ritrovano sulla tavola prodotti esteri. I controlli proseguiranno dunque a tutela del "Made in Sicily" e dei tanti commercianti onesti a loro volta danneggiati dalla frode.

LA POSIZIONE DEL CODACONS: "SI INDAGHI A 360 GRADI"
Sulla vicenda della presunta frode dei pomodori prende posizione il Codacons. «Episodi di questo tipo sono vere e proprie truffe a danno sia dei consumatori che dei coltivatori – afferma il segretario nazionale Francesco Tanasi – perché ai cittadini vengono venduti prodotti taroccati, privi delle caratteristiche promesse, consentendo a chi commette tali reati di incassare proventi illeciti, a danno degli agricoltori onesti. La tutela del «Made in Sicily» – si legge ancora nella nota del Codacons – necessita di una intensificazione dei controlli, perché il nostro timore è che il caso dei pomodori albanesi scoperti a Vittoria non sia affatto un episodio isolato, e che molti operatori senza scrupoli immettano sul mercato finti prodotti siciliani provenienti – conclude il Codacons – dai paesi dell’est come da Cina, Spagna e Tunisia».