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Domenica 20 Agosto 2017 - Aggiornato alle 15:47 - Lettori online 1356
VITTORIA - 29/11/2016
Cronache - L’uomo, un vittoriese, è stato scoperto dopo anni di attività illegale

Assicuratore abusivo faceva la "cresta" alle polizze

L’uomo non aveva nè mandato e nè requisiti Foto Corrierediragusa.it

Un assicuratore abusivo che procacciava polizze online spacciandosi per intermediario, non autorizzato dalle ignare compagnie assicuratrici, avrebbe incassato mensilmente grosse somme di denaro, senza svolgere apparentemente alcuna attività economica, pur assicurando i clienti sulle spalle dei quali faceva la «cresta» sul premio pagato, e risultato «gonfiato» rispetto a quanto richiesto normalmente dalle assicurazioni. Qualcuno ad un certo punto ha scoperto le carte e una segnalazione ha attivato le indagini della guardia di finanza, che hanno portato alla denuncia di un vittoriese, sospettato di svolgere abusivamente l’attività di mediazione assicurativa. Sarebbero più di 5 mila i cittadini che in questi anni si sarebbero inconsapevolmente affidati all’intermediario privo di qualsiasi requisito, pagando per di più tariffe superiori rispetto a quelle normalmente applicate dalle compagnie assicurative online e il cui sovrapprezzo finiva nelle tasche dell’assicuratore abusivo.

Durante una perquisizione nello studio dell’indagato è stato scoperto un vero e proprio «schedario occulto», dove i finanzieri avrebbero rinvenuto la documentazione relativa alle compagnie di assicurazione per le quali il vittoriese avrebbe operato come intermediario. Il vittoriese, secondo la ricostruzione delle fiamme gialle, si sarebbe occupato della stipula di contratti di assicurazione facendo da tramite tra le compagnie online ed i clienti senza aver mai ottenuto alcun mandato dalle società, e senza risultare iscritto nel registro unico degli intermediari assicurativi.

L’uomo avrebbe tentato, in fase di perquisizione, di staccare la corrente elettrica per impedire ai militari di trovare un file di contabilità parallela dal quale i finanzieri, tramite l’ausilio dei tecnici informatici, sarebbero riusciti non solo a ricostruire tutte le movimentazioni, i relativi clienti ed il numero delle polizze assicurative stipulate, ma anche a determinare l’introito ottenuto e non dichiarato fiscalmente, contraddistinto da una colonna specifica e intenzionalmente colorata in nero, per ricavi non dichiarati ammontanti complessivamente a circa 500 mila euro. Una posizione, quella dell’indagato, di evasore para-totale. Difficile a questo punto che i clienti truffati possano essere risarciti delle somme in più sborsate al truffatore.