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Martedì 6 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 15:11 - Lettori online 1799
VITTORIA - 28/09/2016
Cronache - Il 43enne di nazionalità indiana è stato comunque già rimpatriato

"Rapimento" bimba: respinto ricorso

Lo ha deciso il giudice di pace di Ragusa Giancarlo Crispino Foto Corrierediragusa.it

E’ stato respinto il ricorso teso ad annullare il provvedimento di espulsione emesso ai danni dell´ indiano Ram Lubhaya, 43 anni, balzato agli onori della cronaca il mese scorso con l’accusa di avere tentato il rapimento di una bimba di 5 anni a Scoglitti. Il provvedimento è stato emesso dal giudice di pace di Ragusa Giancarlo Crispino, a cui si era rivolto l´ avvocato difensore Biagio Giudice. Visto che non era stata concessa la sospensiva, comunque, il 6 settembre scorso l’indiano era stato già espulso dal territorio italiano. L’avvocato Giudice, nel ricorso, si era avvalso della collaborazione dell’avvocato Rosaria Brugaletta, specialista in diritto dell’immigrazione. Dalla documentazione è emerso che l’indiano era stato già espulso nel 2006 dopo che il suo permesso per lavoro dipendente era scaduto. L’indiano era entrato in Italia regolarmente un anno prima e si guadagnava da vivere facendo tatuaggi all’hennè in spiaggia prima che scoppiasse il bailamme del suo coinvolgimento in questa storia poco chiara e sulla quale si è registrata anche l’ispezione ministeriale negli uffici della procura di Ragusa, su decisione del ministro di grazia e giustizia Andrea Orlando, per far luce sull’iter seguito in ordine all’arresto e alla successiva remissione in libertà dell’indiano, poi rimpatriato dopo un periodo trascorso al centro di identificazione ed espulsione di Caltanissetta, dove era stato scortato dalle forze dell’ordine per metterlo al riparo da eventuali ritorsioni. L’indiano aveva difatti denunciato in commissariato di essere stato minacciato di morte da uno sconosciuto per strada.