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Mercoledì 7 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 22:43 - Lettori online 869
VITTORIA - 21/09/2016
Cronache - Le dichiarazione dell’avvocato Biagio Giudice: "Il mio cliente non è come lo hanno dipinto"

Udienza in tribunale per l´indiano del tentato "rapimento" della bimba

Procedimento fissato per venerdì prossimo in tribunale a Ragusa Foto Corrierediragusa.it

«Bisogna assolutamente riabilitare il buon nome del mio assistito, accusato ingiustamente e in maniera troppo frettolosa». E’ l’obiettivo dell’avvocato Biagio Giudice, legale difensore del 43enne indiano Ram Lubhaya (foto), espulso dall’Italia e rimpatriato nel suo paese d’origine per il caso del presunto rapimento della bambina di 5 anni a Scoglitti lo scorso 16 agosto davanti ai genitori. Questi ultimi prima affermarono che l’uomo avrebbe tentato di allontanarsi con la loro bambina in braccio, salvo poi ritrattare asserendo che l’uomo non avesse mosso neanche un passo. Ram Lubhaya sarebbe dovuto comparire dinanzi al giudice di pace per l’udienza sulla sua espulsione e alla quale avrebbe voluto essere presente, ma ciò non è stato possibile, come spiegato dallo stesso avvocato Giudice, il quale si è visto rigettare dal giudice la sospensiva. "Sarebbe stato meglio se il mio assistito fosse comparso per poter dire la sua, per difendersi, per fornire al magistrato la sua versione dei fatti, ma ciò non è stato possibile perchè si è optato per il rimpatrio immediato.

Eppure mi preme sottolineare - aggiunge l´avvocato - che il mio cliente nel 2009 aiutò un bagnino nel salvataggio di un turista olandese in difficoltà tra le onde del mare mosso. Ecco - conclude l´avvocato - mi piacerebbe che il signor Lubhaya fosse ricordato anche per questo gesto, rispetto ad un episodio dai contorni poco chiari e ancora tutti da definire, nell´ambito di un casa sgonfiatosi in poco tempo dopo il clamore iniziale a livello nazionale". Si attendono dunque gli esiti dell’udienza dinanzi al giudice di pace fissata per venerdì in tribunale e dei quali Lubhay sarà informato in India dal suo difensore di fiducia.

Intanto nulla si sa sull´ispezione ministeriale voluta dal ministro della giustizia Andrea Orlando in procura a Ragusa per accertare i passaggi dell´iter seguito dal pm Giulia Bisello che rimise in libertà l´indiano subito dopo l´arresto, poi lo fece cercare dai carabinieri che lo trovarono dopo ore di ricerche per sottoporlo ad interrogatorio, al termine di cui fu lasciato a piede libero. L´uomo fu dunque minacciato di morte da un passante, come da egli stesso riferito nella denuncia a carico di ignoti sporta in commissariato a Vittoria, per poi quindi essere condotto al centro di identificazione ed espulsione di Caltanissetta in attesa del rimpatrio in India concretizzatosi qualche giorno fa.