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Sabato 3 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 16:41 - Lettori online 1041
VITTORIA - 10/09/2016
Cronache - Si è concluso il processo scaturito dall’operazione "Nightwatching"

Estorsioni e non solo: 5 condanne

Per tutti gli imputati è caduta l’accusa di associazione mafiosa Foto Corrierediragusa.it

Il collegio penale ha condannato cinque vittoriesi che erano finiti sotto processo nell´ambito dell´operazione «Night watching», condotta dalla polizia il 9 novembre 2013. Gli imputati, ciascuno per le proprie responsabilità, avrebbero imposto servizi di sicurezza e vigilanza a decine di imprenditori e commercianti di Vittoria, ai danni dei quali sarebbero stati organizzati danneggiamenti e furti per indurli ad avvalersi della protezione della consorteria, che aveva preso di mira la quasi totalità di aziende agricole, impianti serricoli, botteghe e magazzini dell’Ipparino. L´obiettivo sarebbe stato quello di imporre la vigilanza notturna sui beni delle vittime, costrette a versare dalle 200 alle 700 euro al mese all’istituto di vigilanza privata notturna abusiva «La Custode», usata come copertura, e che risultava formalmente fornitrice di servizi di controllo alle aziende. E´ comunque caduta per tutti la pesante accusa di associazione mafiosa. Le condanne sono arrivate solo in riferimento a tre delle 17 estorsioni contestate, altre due per reati legati all´attività irregolare di vigilanza, ed una per favoreggiamento.

Sette anni e nove mesi di reclusione e 7 mila 600 euro di multa, con la recidiva, sono stati inflitti a Massimiliano Avola, 37 anni. Sei anni e tre mesi e 5 mila 600 euro di multa a Francesco Guastella, 53 anni. I due sono stati assolti da 14 casi di estorsione e dal reato di illecita concorrenza. Tre mesi ciascuno sono stati inflitti ai cugini Gianluca Rotante, 36 anni, ed Enzo Rotante, di 44, per avere avviato una attività di vigilanza senza le autorizzazioni previste. I due Rotante sono stati assolti dal reato di estorsione e sono cadute per i 4 imputati anche le accuse di furto con cavallo di ritorno, che prevede la restituzione del maltolto dietro consegna di denaro da parte della vittima.

Per il solo reato di favoreggiamento (non era neanche mai stato accusato di associazione mafiosa) è stato condannato ad un anno e 3 mesi l´allora sovrintendente della polizia Santo Ruggeri, 49 anni. Quest´ultimo aveva riferito in aula di non aver mai avuto contatti con gli altri imputati e di conoscere di vista solo Avola in quanto frequentavano la stessa palestra. Il tribunale ha altresì disposto l´invio degli atti alla procura a carico di tre agricoltori che avrebbero pagato il pizzo, pur non confermando nulla di tutto ciò in aula: ora rischiano un processo per falsa testimonianza. Il pm della direzione distrettuale antimafia Valentina Sincero aveva chiesto una maxi condanna complessiva di poco meno di 60 anni di carcere per tutti gli imputati.