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Sabato 10 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:18 - Lettori online 747
VITTORIA - 22/08/2016
Cronache - Un tizio in scooter avrebbe mimato di tagliargli la gola

Ha sporto denuncia contro ignoti l´indiano accusato di aver tentato di sequestrare la bambina: lo hanno minacciato di morte

L’uomo si è recato in commissariato per raccontare l’accaduto Foto Corrierediragusa.it

Ram Lubhaya (foto), il cittadino indiano di 43 anni, accusato del tentato rapimento di una bimba di 5 anni, ha sporto oggi nei locali del commissariato di Polizia di Vittoria una denuncia contro ignoti per minacce. Nella sua denuncia l´uomo ha verbalizzato che mentre si trovava alla fermata del capolinea dei pullman di Scoglitti per recarsi nello studio del suo legale di fiducia, un giovane alla guida di uno scooter gli ha gridato: "Ti ammazzo", mimando col gesto di due dita l´atto di tagliargli la gola. Intanto il vicequestore vicario di Ragusa Nicola Spampinato ha firmato la richiesta di trasferimento in un Centro di Identificazione ed Espulsione (Cie), dopo aver avuto il nullaosta dell´autorità giudiziaria, del cittadino indiano, denunciato per il tentativo di rapimento di una bimba di 5 anni di Vittoria. L´indiano infatti era destinatario di un decreto di espulsione che sarebbe scaduto lunedì. Il trattenimento nei Cie viene disposto dal questore per 30 giorni e sino ad un massimo di proroga di 18 mesi quando non è possibile eseguire con immediatezza l´espulsione del cittadino straniero. "Abbiamo formalizzato la richiesta di immissione in uno di questi centri - dice il questore di Ragusa, Giuseppe Gammino - ed ora aspettiamo di conoscere qual è la struttura che ci indicherà il ministero. Sarà comunque un giudice a valutare se disporre il trasferimento".

UN CASO NAZIONALE CHE NON SI SGONFIA
Quello che è ormai assurto a caso nazionale, mettendo in evidenza alcuni aspetti della legge italiana, che, ad essere eufemistici, straniscono non poco, si è concluso, almeno per il momento, con una nuova remissione in libertà del rapitore della bambina di 5 anni sulla riviera di Scoglitti lo scorso 16 agosto. Dopo circa sette ore di interrogatorio nella caserma dei carabinieri, difatti, è di nuovo libero l’indiano di 43 anni Ram Lubhay, peraltro proclamatosi innocente.

L´INDIANO RESTA INDAGATO A PIEDE LIBERO
L’uomo resta quindi indagato a piede libero per il tentativo di sequestro della bimba. A stabilire per la seconda volta la remissione in libertà dell’indiano è stato il sostituto procuratore di Ragusa Giulia Bisello, al termine dell’interrogatorio, che si è concluso intorno all’una della notte tra sabato e domenica. L´indiano, irregolare sul territorio italiano in quanto senza permesso di soggiorno e con precedenti penali per vari reati, è stato ascoltato lungamente in una stanza della caserma dei carabinieri di Vittoria, alla presenza di un interprete e del suo legale d’ufficio, l’avvocato Biagio Giudice.

ASCOLTATI ANCHE I GENITORI DELLA BIMBA E ALCUNI TESTIMONI
Il pm Bisello, che si occupa del «caso», ha sentito anche i genitori della bambina e alcuni testimoni, per confrontare le varie versioni. L’indagato, cercando di chiarire la sua posizione e rispondendo alle domande sulla contorta vicenda, ha negato tutto, dichiarandosi estraneo ai fatti e, come accennato, proclamandosi innocente.

L´INDIANO SI DICE INNOCENTE: BIMBA IN BRACCIO PER MENO DI UN MINUTO
L’indiano, che si dice innocente, asserendo di non voler fare del male alla piccola, ha di fatto smentito in toto la versione sostenuta dai genitori della bambina, secondo cui la piccola sarebbe stata presa in braccio dal 43enne, che si stava poi allontanando di corsa, prima di essere bloccato, dopo poche decine di metri, dal padre della piccola, che se l’era ripresa, strappandola dalle braccia dell’indiano. Agli antipodi la versione dei fatti resa dall’indagato, sulla quale vige il massimo riserbo, alla luce delle indagini in corso. Pare comunque che l´indiano avesse preso in braccio la bambina per meno di un minuto con l´intenzione di coccolarla, allontanandosi per non più di 10 metri dai genitori che nel frattempo gli correvano dietro.

C´E´ IL RISCHIO CONCRETO CHE L´INDAGATO SI RENDA DI NUOVO IRREPERIBILE
L’unico dato certo, al momento, è che il pm Bisello ha ritenuto quindi di confermare la linea difensiva dell’indagato, rimettendolo in libertà per la seconda volta consecutiva in meno di cinque giorni dall’arresto operato lo scorso 16 agosto dai carabinieri per sequestro di persona. L’indiano, difatti, era già stato rimesso in libertà appena poche ore dopo il fermo. Stando a quanto accertato dagli stessi militari, che confermano la versione dei fatti resa dai genitori della piccola, approfittando di un momento di distrazione di mamma e papà, l’uomo avrebbe preso in braccio la bimba, per poi fuggire. Il padre lo aveva inseguito, strappandogli la bambina dalle braccia, senza riuscire però a bloccare l’indiano, poi catturato dai militari, qualche ora dopo, grazie all’identikit fornito da alcuni, allibiti testimoni che avevano assistito al tentato sequestro. Ora il 43enne è di nuovo a piede libero, in attesa della convalida del fermo che deve essere decisa dal giudice per le indagini preliminari del tribunale di Ragusa. Due giorni fa, lo stesso pm aveva chiesto ai carabinieri di rintracciare l’uomo per interrogarlo, ma questi si era reso irreperibile. Era poi stato trovato nel tardo pomeriggio di sabato scorso in un casolare, a Scoglitti, ospite di altri immigrati. Portato in caserma per essere sottoposto ad interrogatorio, l’uomo ci è rimasto per circa sette ore, dopo di che è stato di nuovo rimesso in libertà. Evidentemente neanche il rischio concreto di un pericolo di fuga è sufficiente per tenere sottochiave l´uomo, peraltro senza fissa dimora. Non a caso, come accennato, l´indiano si era già reso irreperibile, costringendo i militari ad una autentica caccia all’uomo protrattasi per ore, sottraendo uomini preziosi ad altre attività di controllo del territorio.

CRESCE ANCORA LA "PSICOSI COLLETTIVA". I CARABINIERI RESTANO VIGILI
Questa nuova decisione di rimettere in libertà l´indiano per la seconda volta consecutiva ha scatenato una ulteriore ridda di veementi reazioni sui social network e non solo, da parte di centinaia di cittadini, che, scossi dall’accaduto, continuano a lasciarsi andare a commenti non proprio benevoli sull’indiano e sulla legge italiana. Intanto, sempre i carabinieri hanno in queste ultime ore intensificato i controlli, in particolare sulle spiagge, e lungo tutto il litorale. Sono in azione tutti i militari delle 17 tenenze e stazioni e dei tre nuclei operativi e radiomobili del territorio ibleo, dal momento che non accenna a placarsi la comprensibile preoccupazione della gente, che rischia di sfociare in una sorta di «psicosi collettiva», alla luce della consapevolezza che l’indiano è di nuovo a piede libero.