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Lunedì 5 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 17:16 - Lettori online 1241
VITTORIA - 21/08/2016
Cronache - Sulla contorta vicenda interviene anche l’associazione "Ragusa in movimento"

Il rapitore della bimba tornato libero 2 volte: interrogazione di Gasparri al ministro Orlando. Calderoli si rivolge a Mattarella

Un "caso" del genere non si era mai visto in territorio ibleo Foto Corrierediragusa.it

Si allarga a macchia d´olio anche in ambito politico la polemica sulla doppia remissione in libertà dell´indiano 43enne Ram Lubhay, che, approfittando di un momento di distrazione di mamma e papà, lo scorso 16 agosto avrebbe preso in braccio la bimba, per poi fuggire lungo la riviera di Scoglitti. Il padre lo aveva inseguito, strappandogli la bambina dalle braccia, senza riuscire però a bloccare l’indiano, poi catturato dai militari. L´uomo era stato rilasciato poche ore dopo dal pm Giulia Bisello, che ha ora confermato la decisione dopo 7 ore di interrogatorio al termine di cui l´indiano si è detto innocente. Come accennato, le polemiche hanno infiammato anche la parte politica. Con una interrogazione parlamentare urgente, il senatore di Forza Italia Maurizio Gasparri ha chiesto al ministro della giustizia Andrea Orlando «Di fare luce su quanto accade al tribunale di Ragusa», definendo «sconcertante» la doppia remissione in libertà dell’indiano.

Sulla vicenda hanno preso posizione pure Giorgia Meloni di Fratelli d’Italia ed il leghista Roberto Calderoli, vice presidente del senato e responsabile organizzazione e territorio della Lega Nord. Quest’ultimo ha chiesto al presidente della Repubblica Mattarella un suo autorevole intervento in qualità di presidente del Consiglio superiore della magistratura. «Mi attendo – dice il leghista – che il presidente della Repubblica, vista l´immobilità del Csm e del ministro della giustizia, intervenga di persona, nella sua qualità di presidente del Csm, e faccia subito chiarezza sulla vergognosa vicenda di Vittoria, dove un immigrato clandestino, con gravi precedenti penali e con un provvedimento di espulsione a carico disatteso, è stato rimesso in libertà, vanificando in questo modo il lavoro difficile è pericoloso delle forze dell´ordine che lo avevano catturato. A questo punto auspico – conclude Calderoli – un immediato intervento del Csm, per aprire un procedimento disciplinare».

Anche l’associazione «Ragusa in movimento» chiede spiegazioni alla procura iblea. «Ci chiediamo – scrive Mario Chiavola – perché la nostra comunità debba fare i conti con simili decisioni, che ne minano la tranquillità e la sicurezza. Siamo già intervenuti, come movimento, con l’avvocato Michele Savarese, sottolineando, e lo diciamo senza spirito di polemica, che il procuratore dovrebbe spiegare ai cittadini perché l’indiano sia stato scarcerato dalla procura stessa per la seconda volta consecutiva, nella persona del sostituto procuratore Giulia Bisello.

Tutto ciò – prosegue Chiavola – determina profonda costernazione, oltre che preoccupazione, tra i cittadini. L’uomo avrebbe dichiarato agli inquirenti di non volere compiere questo gesto, proclamandosi innocente, ma – conclude Chiavola – riteniamo che questa non sia una motivazione sufficiente per far calare la preoccupazione dell’opinione pubblica». L’associazione «Ragusa in Movimento» ha quindi messo in rilievo che «Il reato di sequestro di persona in danno di minore di quattordici anni, secondo l’articolo 605 del codice penale, è punito con la reclusione da 3 a 15 anni». La procura di Ragusa ha invece ribadito nel frattempo di stare agendo proprio secondo quanto previsto dal codice penale, che, per il reato di tentativo di rapimento, prevede la conferma del fermo, che può avvenire a piede libero, con avvenuto nel caso specifico, con il pm che ha così deciso per la seconda volta di fila. Un "caso" del genere non si era mai visto in territorio ibleo.

Nella foto in alto Maurizio Gasparri, Giorgia Meloni e Roberto Calderoli