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Lunedì 5 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 17:16 - Lettori online 1187
VITTORIA - 21/08/2016
Cronache - Gli aspetti per certi versi sconcertanti della legge italiana

Libero l´indiano che aveva tentato di rapire la bimba. Il 43enne ha negato dopo 7 ore di interrogatorio, dicendosi innocente

Neanche il pericolo di fuga è sufficiente a far restare l’uomo in carcere Foto Corrierediragusa.it

Quello che è ormai assurto a caso nazionale, mettendo in evidenza alcuni aspetti della legge italiana, che, ad essere eufemistici, straniscono non poco, si è concluso, almeno per il momento, con una nuova remissione in libertà del rapitore della bambina di 5 anni sulla riviera di Scoglitti lo scorso 16 agosto. Dopo circa sette ore di interrogatorio nella caserma dei carabinieri, difatti, è di nuovo libero l’indiano di 43 anni Ram Lubhay (foto), peraltro proclamatosi innocente.

L´INDIANO RESTA INDAGATO A PIEDE LIBERO
L’uomo resta quindi indagato a piede libero per il tentativo di sequestro della bimba. A stabilire per la seconda volta la remissione in libertà dell’indiano è stato il sostituto procuratore di Ragusa Giulia Bisello, al termine dell’interrogatorio, che si è concluso intorno all’una della notte tra sabato e domenica. L´indiano, irregolare sul territorio italiano in quanto senza permesso di soggiorno e con precedenti penali per vari reati, è stato ascoltato lungamente in una stanza della caserma dei carabinieri di Vittoria, alla presenza di un interprete e del suo legale d’ufficio, l’avvocato Biagio Giudice.

ASCOLTATI ANCHE I GENITORI DELLA BIMBA E ALCUNI TESTIMONI
Il pm Bisello, che si occupa del «caso», ha sentito anche i genitori della bambina e alcuni testimoni, per confrontare le varie versioni. L’indagato, cercando di chiarire la sua posizione e rispondendo alle domande sulla contorta vicenda, ha negato tutto, dichiarandosi estraneo ai fatti e, come accennato, proclamandosi innocente.

L´INDIANO SI DICE INNOCENTE: BIMBA IN BRACCIO PER MENO DI UN MINUTO
L’indiano, che si dice innocente, asserendo di non voler fare del male alla piccola, ha di fatto smentito in toto la versione sostenuta dai genitori della bambina, secondo cui la piccola sarebbe stata presa in braccio dal 43enne, che si stava poi allontanando di corsa, prima di essere bloccato, dopo poche decine di metri, dal padre della piccola, che se l’era ripresa, strappandola dalle braccia dell’indiano. Agli antipodi la versione dei fatti resa dall’indagato, sulla quale vige il massimo riserbo, alla luce delle indagini in corso. Pare comunque che l´indiano avesse preso in braccio la bambina per meno di un minuto con l´intenzione di coccolarla, allontanandosi per non più di 10 metri dai genitori che nel frattempo gli correvano dietro.

C´E´ IL RISCHIO CONCRETO CHE L´INDAGATO SI RENDA DI NUOVO IRREPERIBILE
L’unico dato certo, al momento, è che il pm Bisello ha ritenuto quindi di confermare la linea difensiva dell’indagato, rimettendolo in libertà per la seconda volta consecutiva in meno di cinque giorni dall’arresto operato lo scorso 16 agosto dai carabinieri per sequestro di persona. L’indiano, difatti, era già stato rimesso in libertà appena poche ore dopo il fermo. Stando a quanto accertato dagli stessi militari, che confermano la versione dei fatti resa dai genitori della piccola, approfittando di un momento di distrazione di mamma e papà, l’uomo avrebbe preso in braccio la bimba, per poi fuggire. Il padre lo aveva inseguito, strappandogli la bambina dalle braccia, senza riuscire però a bloccare l’indiano, poi catturato dai militari, qualche ora dopo, grazie all’identikit fornito da alcuni, allibiti testimoni che avevano assistito al tentato sequestro. Ora il 43enne è di nuovo a piede libero, in attesa della convalida del fermo che deve essere decisa dal giudice per le indagini preliminari del tribunale di Ragusa. Due giorni fa, lo stesso pm aveva chiesto ai carabinieri di rintracciare l’uomo per interrogarlo, ma questi si era reso irreperibile. Era poi stato trovato nel tardo pomeriggio di sabato scorso in un casolare, a Scoglitti, ospite di altri immigrati. Portato in caserma per essere sottoposto ad interrogatorio, l’uomo ci è rimasto per circa sette ore, dopo di che è stato di nuovo rimesso in libertà. Evidentemente neanche il rischio concreto di un pericolo di fuga è sufficiente per tenere sottochiave l´uomo, peraltro senza fissa dimora. Non a caso, come accennato, l´indiano si era già reso irreperibile, costringendo i militari ad una autentica caccia all’uomo protrattasi per ore, sottraendo uomini preziosi ad altre attività di controllo del territorio.

CRESCE ANCORA LA "PSICOSI COLLETTIVA". I CARABINIERI RESTANO VIGILI
Questa nuova decisione di rimettere in libertà l´indiano per la seconda volta consecutiva ha scatenato una ulteriore ridda di veementi reazioni sui social network e non solo, da parte di centinaia di cittadini, che, scossi dall’accaduto, continuano a lasciarsi andare a commenti non proprio benevoli sull’indiano e sulla legge italiana. Intanto, sempre i carabinieri hanno in queste ultime ore intensificato i controlli, in particolare sulle spiagge, e lungo tutto il litorale. Sono in azione tutti i militari delle 17 tenenze e stazioni e dei tre nuclei operativi e radiomobili del territorio ibleo, dal momento che non accenna a placarsi la comprensibile preoccupazione della gente, che rischia di sfociare in una sorta di «psicosi collettiva», alla luce della consapevolezza che l’indiano è di nuovo a piede libero.


Giustizia a convenienza
22/08/2016 | 8.17.50
Piero

Il Ministro Orlando oltre ad inviare gli ispettori per accertarsi dei fatti dovrebbe indagare sullo stato del tribunale di Ragusa!