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Sabato 3 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 22:30 - Lettori online 1029
VITTORIA - 20/08/2016
Cronache - Elementi utili alle indagini sarebbero emersi dal lungo interrogatorio di garanzia

E´ sotto torchio l´indiano scarcerato dopo il tentato rapimento della bimba

Dovrà essere il gip del tribunale di Ragusa a decidere se convalidare o meno il fermo Foto Corrierediragusa.it

Stavolta almeno un presupposto per tenerlo in carcere sussiste, ed è quello del pericolo di fuga. Per questo motivo potrebbe di nuovo scattare il fermo a carico di Ram Lubhaya, il 43enne indiano (foto) che lo scorso 16 agosto aveva tentato di rapire una bambina di 5 anni sotto gli occhi degli sbalorditi genitori e in mezzo alla folla a Scoglitti. La decisione di mettere sotto chiave l’indagato potrebbe essere presa dal sostituto procuratore Giulia Bisello, la stessa che ne aveva deciso la scarcerazione, scatenando quasi una sorta di «insurrezione popolare» e addirittura una interrogazione urgente del senatore Maurizio Gasparri all’indirizzo del ministro della giustizia Orlando. «Mi auguro – aveva scritto il senatore di Forza Italia – che il ministro disponga un’immediata ispezione per verificare quanto accaduto e assumere le opportune iniziative del caso». Gasparri aveva definito «sconcertante» la decisione della procura di rimettere l’indiano a piede libero, dopo l’arresto operato dai militari per sequestro di persona minorenne.

LA LEGGE E´ LEGGE?
Da parte sua la Bisello non aveva fatto altro che attenersi a quanto previsto dalla legge, che, in parole povere, non prevede il carcere per un tentativo di reato, nel caso in oggetto il rapimento di una bambina. Un sequestro di persona sventato solo grazie alla prontezza di spirito dei genitori, che avevano inseguito l’indiano con la bimba in braccio, strappandogliela via. Il tempestivo intervento dei carabinieri aveva poi assicurato l’indiano alla giustizia, quella stessa giustizia che poi lo aveva rimesso in libertà. Ora potrebbe scattare di nuovo lo stato di fermo non solo per il pericolo di fuga, ma anche alla luce del tenore delle dichiarazioni rese dall’indagato al sostituto procuratore. L’uomo, dopo la remissione in libertà, si era reso irreperibile e non era stato quindi possibile rintracciarlo per sottoporlo all’interrogatorio di garanzia, come da richiesta della Bisello.

INDIANO IRREPERIBILE TROVATO IN UN CASOLARE DOPO ORE DI RICERCHE
I militari, dopo ore di ricerche, avevano trovato l’indiano nel tardo pomeriggio di ieri in un casolare sperduto tra le campagne di Vittoria, in compagnia di alcuni connazionali e di altri immigrati. L’uomo, con precedenti penali e senza permesso di soggiorno, si trova ora in caserma, in attesa delle successive decisioni del sostituto procuratore che, dopo averlo rimesso in libertà, potrebbe optare per la custodia cautelare in carcere, in attesa della convalida del fermo che dovrà essere decisa dal giudice per le indagini preliminari del tribunale di Ragusa.

ELEMENTI UTILI DALL´INTERROGATORIO
Pare che dall’interrogatorio, sul quale vige assoluto riserbo, siano emersi particolari utili alle indagini, soprattutto in ordine al movente che avrebbe indotto l’indiano a tentare di rapire la bambina, sottraendola ai genitori, che erano in pochi secondi sprofondati in un autentico incubo ad occhi aperti dopo una tranquilla mattinata trascorsa al mare. Un interrogatorio protrattosi per ore, alla presenza di un interprete, dal momento che l’indiano non capisce e non parla bene l’italiano.

L´INDIGNAZIONE SUL WEB
La scarcerazione dell’uomo, come accennato, oltre all’interrogazione urgente di Gasparri al ministro di Giustizia aveva provocato indignazione nell’opinione pubblica, che, specie sul web e tramite Facebook in primis, aveva criticato in maniera veemente, e talvolta con commenti irriferibili, la remissione in libertà decisa dalla procura. La foto dell’indagato era stata postata per permettere alla gente di riconoscerlo e tenersene alla larga, a tutela soprattutto dell’incolumità dei bambini.

I CONTROLLI INTENSIFICATI DEI CARABINIERI DOPO LA "PSICOSI COLLETTIVA"
E proprio in tale ottica i carabinieri avevano in queste ultime ore intensificato i controlli, in particolare sulle spiagge e comunque lungo tutto il litorale. Erano stati mobilitati i militari delle 17 tenenze e stazioni e dei tre nuclei operativi e radiomobili del territorio ibleo. Sempre i carabinieri avevano fatto sapere che parecchi genitori avevano chiamato il 112, spaventati dopo aver saputo quanto era accaduto alla bimba portata via dall’indiano davanti ai genitori e dagli stessi liberata, prima del tempestivo intervento degli stessi militari. Una sorta «psicosi collettiva», per certi versi comprensibile, che ora gli ultimi sviluppi del complesso caso potrebbero in qualche modo placare.


tentativo di rapimento
23/08/2016 | 8.45.54
gianfranco stella

A sentire il procuratore pareva di sentire l´avvocato difensore del pregiudicato: modesto tentativo, solo pochi secondi, pochi metri, non è successo nulla....
La procura ha il compito della pubblica accusa, di difendere cioè lo Stato e i suoi cittadini.
Quantunque lautamente pagato quel procuratore s´è fatto prendere la mano dal "buonismo" oggi tanto di moda.
Dr. Stella


fessa lex, sed lex
21/08/2016 | 10.43.32
marcotullio

Poiché la scarcerazione del gaglioffo è frutto della volontà della legge, mi sembra giusto cambiare il vecchio detto "Dura lex, sed lex", in "Fessa lex, sed lex".