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Lunedì 5 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 15:35 - Lettori online 1009
VITTORIA - 14/07/2016
Cronache - La vicenda è ancora tutta da chiarire

Voto di scambio: sequestro confermato

Le indagini sono ancora nella fase embrionale Foto Corrierediragusa.it

Il Tribunale del Riesame di Catania ha respinto il ricorso di alcuni politici di Vittoria indagati per voto di scambio politico-mafioso che avevano impugnato il sequestro dei documenti operato dal Gico della Guardia di Finanza di Catania a 48 ore dal voto del ballottaggio tra i due candidati a sindaco Giovanni Moscato e Francesco Aiello. Secondo il Tribunale del Riesame il «fumus del reato contestato sussiste». «Il materiale indiziario -secondo il Riesame - delinea alcuni dati penalmente significativi». Nei giorni scorsi il sindaco di Vittoria, Giovanni Moscato, aveva diramato una nota sulla vicenda: «Subito dopo aver appreso dell´indagine in corso, ho chiesto di essere sentito dal procuratore per chiarire la mia posizione. Ero già sereno e dopo l´interrogatorio di oggi lo sono ancora di più. La mia condotta è sempre stata assolutamente trasparente ed improntata al rispetto della legalità. Ho risposto a tutte le domande del pubblico ministero ed ho collaborato attivamente con l´autorità giudiziaria per la ricerca della verità. Ora - conclude Moscato - attendiamo fiduciosi nuovi riscontri con la speranza che la vicenda possa chiarirsi al più presto. Vittoria ha lottato e continuerà a lottare incessantemente contro le mafie e contro l´illegalità e la mia azione amministrativa seguirà questo filo conduttore. Tuteleremo la Vittoria onesta in tutte le sedi opportune».

Oltre a Moscato gli avvisi di garanzia erano stati notificati anche a Francesco Aiello e ad altri sette soggetti, tra cui l´ex sindaco Giuseppe Nicosia e il fratello Fabio. Raggiunti dall’informativa anche la candidata sindaco per il Pd Lisa Pisani, piazzatasi quarta nella competizione elettorale di domenica scorsa, nonché Cesare Campailla, pure lui candidato al consiglio comunale nella lista di Moscato, e poi ancora Maurizio Di Stefano, Raffaele Di Pietro e Raffaele Giunta, pure quest´ultimo candidato al consiglio comunale. L’inchiesta della procura di Catania, coordinata dal sostituto procuratore Valentina Sincero e dal procuratore aggiunto Amodeo Bertone, scaturirebbe dalle dichiarazioni di due collaboratori di giustizia, Biagio Gravina e Rosario Avila, relative in particolare alle precedenti elezioni comunali di Vittoria ma anche a quelle della scorsa primavera, seppure in maniera meno rilevante.

Nella foto palazzo Iacono, sede del comune di Vittoria