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Lunedì 5 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 0:33 - Lettori online 765
VITTORIA - 19/06/2016
Cronache - Processo con il rito abbreviato

Condannati a 5 anni 3 presunti ladri

La giovane coppia aveva consentito agli investigatori di risalire ai presunti malfattori Foto Corrierediragusa.it

Sono stati condannati con il rito abbreviato a complessivi cinque anni di carcere i tre presunti ladri comisani scoperti grazie all’intuito di una coppia di giovani fidanzatini «detective» il 21 novembre scorso. Il giudice unico Ivano Infarinato ha condannato alla pena di due anni, cinque mesi e dieci giorni di reclusione Jacopo Verzeroli, 34 anni; un anno e sei mesi sono stati inflitti ad Andrea D´Angelo, 28 anni; un anno e due mesi a Pietro Ingrao, 19 anni, quest´ ultimo a suo tempo raggiunto dall’obbligo di dimora a Comiso. Il pm Antonella Iovino aveva chiesto la condanna di Verzeroli a 3 anni, per D’Angelo aveva invocato un anno e 9 mesi di reclusione e per Ingrao un anno e 6 mesi. A Verzeroli, l’unico dei tre imputati che si trovava ancora in carcere, il giudice ha concesso i domiciliari nonostante il parere contrario della procura. La giovane coppia che aveva consentito agli investigatori di arrestare i presunti ladri era stata insospettita dalla costante presenza in zona di un’auto con tre persone sconosciute a bordo.

Le indagini consentirono di sgominare la presunta banda di ladri di appartamenti, presumibilmente composta dal trio che la coppia di fidanzati aveva notato compiere un sopralluogo accanto ad una casa poi svaligiata. Stando alle indagini, i tre avrebbero effettuato dei sopralluoghi nei pressi di alcune abitazioni prima di entrare in azione, e questi movimenti non passarono inosservati alla coppia di fidanzati. Ogni componente della banda aveva un ruolo preciso: uno restava in macchina, un altro faceva da palo e il terzo entrava in casa, spesso arrampicandosi lungo il pluviale o un palo della luce. Durante un furto fruttato quasi 30 mila euro, si vantò del buon colpo proprio Verzeroli, di cui fu trovata l´impronta digitale in una delle case depredate.

Nella foto da sx Verzeroli e D´Angelo