Corriere di Ragusa
Email
Corrierediragusa.it mobile
Feed Rss Corrierediragusa.it
Corrierediragusa.it - Motore di ricerca
Corrierediragusa.it su Facebook
Corrierediragusa.it su Twitter
Corrierediragusa.it su Google+
Dimensione testo:
|
A
|
Corriere di Ragusa.it
Mercoledì 7 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 15:17 - Lettori online 772
VITTORIA - 10/09/2008
Cronache - Vittoria - Lo ha deciso il gip del tribunale di Ragusa

Restano in cella i 2 spacciatori algerini dell´eroina killer

Avrebbero spacciato la dose letale che ha stroncato Restivo Foto Corrierediragusa.it

Convalida degli arresti e mantenimento della custodia cautelare in carcere per i due pusher sedicenti algerini arrestati venerdì scorso dalla squadra mobile di Ragusa, in collaborazione con il commissariato di Vittoria, dopo la morte per overdose del tossicodipendente modicano Annibale Restivo Gintoli, noto come Alfredo.

I clandestini Mourad Barhomi, 32 anni, e Michel Smawi (nella foto), di 20, restano entrambi rinchiusi nel carcere di Ragusa, come deciso dal gip del tribunale del capoluogo Vincenzo Ignaccolo. Il magistrato ha deciso in questo senso dopo gli interrogatori in carcere dei due clandestini, che hanno respinto ogni addebito. Barhomi e Swami avrebbero negato il possesso dell’eroina killer che, venduta a Restivo Gintoli, ne avrebbe provocato il repentino decesso per arresto cardiocircolatorio.

Stando alle indagini della Polizia, i due pusher avrebbero trasformato il monolocale che dividevano in centro storico a Vittoria in una sorta di centrale della droga, dove il viavai di tossicodipendenti era pressoché continuo. Tra gli acquirenti della partita di droga letale anche Restivo Gintoli, che si era iniettato l’eroina all’uscita di Vittoria. Il corpo del giovane era difatti stato rinvenuto riverso sul ciglio della strada, in contrada Passo Scarparo, ultimamente diventato luogo di ritrovo dei tossicodipendenti per «bucarsi» al riparo da occhi indiscreti. La conferma del decesso per overdose di Restivo Gintoli era giunta dall’autopsia effettuata dal medico legale Vincenzo Cilia, che deporrà la relazione completa entro un paio di mesi.

I clandestini avrebbero negato tutte queste circostanze saltate fuori dalle indagini della polizia, dichiarando di non aver spacciato droga, tanto meno la partita di eroina killer che ha stroncato il tossicodipendente modicano, non sapendo però spiegare la provenienza della sostanza stupefacente rinvenuta dai poliziotti nel monolocale e della quale hanno, come già accennato, addirittura negato il possesso. Una versione dei fatti che non ha persuaso il magistrato, che ha lasciato i due in cella. Smawi era ai domiciliari dopo un precedente arresto, sempre per fatti di droga, registratosi mesi fa a Padova.

Mourad Barhomi