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Lunedì 5 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 11:51 - Lettori online 278
VITTORIA - 08/05/2016
Cronache - Sentenza della terza sezione penale della Corte di appello

Medici condannati per morte Bizzarra

Il fatto si verificò il 26 gennaio del 2009 Foto Corrierediragusa.it

Due medici dell’ospedale Civico di Palermo (foto) sono stati ritenuti responsabili della morte del 27enne vittoriese Dario Bizzarra. La terza sezione penale della Corte di appello di Catania ha confermato le condanne in primo grado per Pietro Cocchiara e Nicolò D’Arpa, entrambi in servizio presso il Centro ustioni del nosocomio palermitano per non avere controllato adeguatamente le condizioni del giovane vittoriese che a poche ore da ricovero morì. Il fatto si verificò il 26 gennaio del 2009 quando Dario Bizzarra fu trasportato a Palermo per le gravi ustioni riportate dopo un’aggressione. I due medici furono condannati in primo grado per omicidio colposo ad una pena di 4 mesi D´Arpa e 9 mesi Cocchiara, ma quest´ultimo ha ora beneficiato della riduzione della pena per la concessione delle attenutanti. Gli altri due medici imputati nel procedimento e rinviati a giudizio erano stati invece assolti in primo grado e non era stato presentato appello. La pena è stata sospesa per entrambi i medici, ma la Corte ha riconosciuto una provvisionale a favore dei genitori del giovane di 125 mila euro ciascuno e dei due fratelli e della sorella di Dario per 50 mila euro ciascuno. L’autopsia escluse che la morte fosse dovuta all’aggressione subita dal giovane e che questi si sarebbe salvato se non fosse stato per l’errore dei medici. Dario Bizzarra e il padre Luigi, 59 anni, furono cosparsi di benzina e dati alle fiamme nella campagna nei dintorni di Roccazzo da due immigrati ai quali avevano dato un passaggio in auto. Il padre, sopravvissuto all’aggressione nonostante le gravi ustioni, riferì che quella sera diede un passaggio a bordo della sua autovettura ai due immigrati dell’est che trasportavano un bidoncino. Poi l’aggressione ma i due autori del gesto non sono mai stati identificati dagli inquirenti.