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Martedì 6 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 15:04 - Lettori online 1566
VITTORIA - 14/04/2016
Cronache - Sentenza della corte di assise di appello

Il padre sparò al figlio: pena ridotta

La terza sezione penale della Corte d’assise d’appello di Catania ha accolto l’attenuante della provocazione Foto Corrierediragusa.it

Pena ridotta di due anni per un padre che uccise il figlio. La terza sezione penale della Corte d’assise d’appello di Catania ha accolto l’attenuante della provocazione, rigettata dal giudice di primo grado, condannando ad 8 anni di reclusione Giuseppe Di Pietro, 68 anni, pensionato che il 12 settembre del 2014 a Scoglitti, al culmine di una lite, sparò al figlio Gaetano (foto), 35 anni. Di Pietro, che ha già scontato un anno e sette mesi di reclusione, come accennato ha beneficiato di una riduzione di pena pari a due anni rispetto alla condanna emessa dal gup del tribunale di Ragusa il 30 settembre scorso. La corte ha accolto la richiesta dell’avvocato Daniele Scrofani. I motivi di appello sono stati condivisi anche dal sostituto procuratore generale Maria Grazia Ledda. Il gup, al termine della camera di consiglio, aveva condannato a 10 anni di reclusione Giuseppe Di Pietro. Il figlio Gaetano morì il 7 ottobre di due anni fa dopo 25 giorni di ricovero in ospedale a Catania. La tragedia familiare si era consumata nella casa di via Palermo, alla periferia di Scoglitti. Il pm Valentina Botti aveva chiesto la condanna dell’uomo a 14 anni di reclusione. La difesa, anche in primo grado sostenuta dall’avvocato Daniele Scrofani, aveva chiesto ed ottenuto la concessione delle attenuanti generiche prevalenti sull’aggravante di avere ucciso un discendente diretto. Di Pietro, dal dicembre del 2014 si trova agli arresti domiciliari su istanza dell’avvocato difensore.