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Sabato 10 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:05 - Lettori online 792
VITTORIA - 12/03/2016
Cronache - Il delitto del Natale 2014: concesse le attenuanti generiche

Condannato a 18 anni l´assassino di Brandimarte

La pubblica accusa aveva chiesto 20 anni. Il gup ha pure rinviato a giudizio un vittoriese per favoreggiamento
Foto CorrierediRagusa.it

E’ stato condannato a 18 anni di carcere, con la concessione delle attenuanti generiche per lo scontro di un terzo della pena alla luce della confessione resa, l’assassino di Michele Brandimarte. La condanna è stata inflitta dal gup di Ragusa Claudio Maggioni al 24enne Domenico Italiano, residente a Gioia Tauro. Il sostituto procuratore Gaetano Scollo aveva chiesto la condanna a 20 anni. Il gup ha altresì deciso per il rinvio a giudizio di un vittoriese di 46 anni, C.M. le iniziali, per favoreggiamento. Il processo a suo carico è stato fissato al 21 ottobre. Domenico Italiano confessò l’omicidio pochi giorni dopo, consegnandosi al commissariato di Gioia Tauro e portandosi appresso pure l’arma del delitto, una pistola calibro 7,65 dalla matricola abrasa. Italiano dichiarò di aver ammazzato Brandimarte in strada davanti a decine di persone per una lite scoppiata per futili motivi. Michele Brandimarte e Domenico Italiano, rispettivamente vittima e sicario, il primo esponente di spicco della ´ndrangheta calabrese, il secondo con precedenti importanti anche per droga, avevano fatto sprofondare Vittoria nel terrore degli omicidi di mafia degli anni 80. Il delitto Brandimarte difatti si consumò a metà dicembre 2014, a 50 metri da via Cavour, la strada già addobbata a festa in attesa del Natale che pullulava di gente di ogni età. I due erano all’angolo fra via Carlo Alberto e via Roma, il punto dove il killer scaricò in testa a Brandimarte otto proiettili. I veri delitti di mafia a Vittoria restano fermi al gennaio 1999, giorno della strage di San Basilio dentro l’angusto bar Esso. Di morti ammazzati ce ne sono stati dopo, ma per regolamenti di conti personali, per fatti passionali, o per motivi ancora ignoti, come quello del postino Ivano Inglese. Ecco perché la sparatoria gettò nello scompiglio la Vittoria buona che si ribella al ritorno al passato.

Nella foto in alto da sx la vittima Michele Brandimarte, il suo assassino Domenico Italiano e la scena del crimine