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Venerdì 9 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 11:06 - Lettori online 1576
VITTORIA - 05/03/2016
Cronache - Svolta nelle indagini sull’omicidio dell’agricoltore

Ecco il coltello con cui fu ucciso Dezio

L’arma del delitto è stata inviata al Ris di Messina per le analisi comparative Foto Corrierediragusa.it

Si aggrava la posizione dei presunti assassini dell’agricoltore 64enne vittoriese Giuseppe Dezio: a distanza di oltre un mese di ricerche avviate subito dopo il delitto, è stato trovato da carabinieri il coltello con il quale il 2 febbraio scorso, a Vittoria, è stato ucciso l’uomo nei pressi di casa sua, accoltellato alla gola durante una lire lite per l’accesso negato ad una strada interpoderale per raggiungere i campo. In una serra di pomodori non lontana dal luogo del delitto, sepolto nel terreno, i militari hanno recuperato il coltello, con una grossa lama di circa 30 centimetri che presentava vistose tracce di sangue rappreso. L´arma è stata inviata ai carabinieri del Ris di Messina per le analisi comparative i cui esiti potrebbero aggravare le posizioni del 70enne agricoltore Gaetano Pepi e dei suoi tre figli Antonino, Alessandro e Marco, rispettivamente di 42, 38 e 26 anni. La serra in cui è stato trovato il coltello è difatti di loro proprietà. Soltanto Gaetano Pepi aveva risposto alle domande degli investigatori, autoaccusandosi del delitto per scagionare i tre figli, che finora si sono avvalsi della facoltà di non rispondere.

Dopo la furibonda rissa nella quale era rimasto ferito in maniera lieve anche il più giovane dei Pepi, uno dei contendenti, ovvero Gaetano Pepi, aveva tirato fuori il coltello, sferrando i fendenti mortali che non avevano concesso scampo a Dezio, accasciatosi al suolo in una pozza di sangue, a pochi passi dalla sua azienda agricola in contrada Alcerito. I quattro Pepi erano quindi stati assaliti dalla paura e avevano preso la via dei campi per una improbabile fuga, subito bloccata dai carabinieri, nel frattempo chiamati assieme ai soccorsi da alcuni testimoni oculari del fatto di sangue, tra cui il figlio della vittima, che avrebbero assistito impotenti all’omicidio.

L´agricoltore e i suoi tre figli erano stati presi dopo una breve battuta nelle campagne da parte dei militari, che avevano cinturato la zona. Causa scatenante della lite sfociata nel sangue, come accennato, era stata una strada interpoderale, il cui accesso sarebbe stato ad un certo punto vietato dalla vittima, scatenando la furia omicida. Pare che l´agricoltore 70enne e i suoi figli utilizzassero da tempo la trazzera per accedere ai campi con i trattori ed altri mezzi agricoli per lavorarli, approfittando della servitù di passaggio. Ad un certo punto, nell´ambito di liti tra vicini che sarebbero già intercorse più volte, Dezio aveva deciso di chiudere una volta per tutte l´accesso alla strada, sostenendo che avrebbe fatto parte della sua proprietà.

Nella foto in senso orario Gaetano Pepi ed i figli Antonino, Alessandro e Marco, la scena del crimine e la vittima Giuseppe Dezio