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Domenica 4 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 15:10 - Lettori online 871
VITTORIA - 26/01/2016
Cronache - L’imprenditore agricolo era geloso della consorte

Assenza: "Non volevo uccidere Saillant"

L’omicida, rinchiuso nel carcere di Ragusa, si è dimostrato collaborativo con gli inquirenti Foto Corrierediragusa.it

Quelle frequenti telefonate ed i messaggi trovati sul telefonino della moglie, i continui viaggi di quest’ultima in Sicilia da Londra, dove risiedeva con la famiglia, e alcuni atteggiamenti insoliti hanno creato un mix letale nella mente del 56enne vittoriese Filippo Assenza (nella foto di Franco Assenza al momento dell´arresto), annebbiando la sua lucidità e dando luogo ad un chiodo fisso: ammazzare il presunto amante della moglie. É stata quindi accertata la matrice passionale del delitto del vigile del fuoco 57enne Giorgio Saillant, anche alla luce della piena confessione resa dall’assassino dopo una giornata di interrogatori. Eppure Assenza contesta la volontarietà e la premeditazione: "Non volevo ucciderlo: ho esploso un solo colpo per intimidirlo e pensavo di non averlo preso". Così Assenza ha ricostruito davanti al sostituto procuratore Monica Monego l´attimo in cui la sera di due giorni fa a Vittoria ha ucciso il vigile del fuoco, sospettato dallo stesso assassino di avere da anni una relazione con sua moglie, che vive con lui a Londra. La procura, come accennato, ritiene che Assenza sia venuto apposta da Londra per "vendicare l´onore personale", ma l´uomo contesta anche la volontà omicida. "Lo avevo incontrato per caso - sostiene - in auto, vicino alla villa comunale, che parlava con una donna. E´ stata una miccia che si è accesa, non ne potevo più". L´uomo ha quindi spiegato di essere letteralmente "andato in tilt", recandosi a casa della madre per prendere il fucile da caccia ed appostarsi subito dopo sotto la casa del vigile del fuoco. "Lui era in auto - ha riferito Assenza al magistrato - e io l´ho affiancato con la mia: l´ho visto sorridere a mo´ di scherno e ho sparato per mettergli paura, per fargli capire che doveva smetterla e lasciare in pace me e mia moglie". Poi la fuga, perchè Assenza era certo di non averlo colpito.

La stessa vittima, prima di essere centrato in pieno volto dal colpo di fucile sparato da Assenza, aveva poche ore prima parlato al telefono proprio con la moglie di quest’ultimo. Saillant non avrebbe mai potuto immaginare che il marito della donna con cui si era sentito poco prima, consumato dalla gelosia lo stesse aspettando sotto casa per ammazzarlo. E così è stato. Dopo che il vigile del fuoco ha smontato dal lavoro dal comando provinciale di Ragusa alle 20 di domenica sera, si è diretto in auto a Vittoria. Qui, mentre stava parcheggiando la sua Passat al quartiere Forcone, è stato affiancato dalla Yaris guidata da Assenza, che, dallo stesso abitacolo, ha sparato il colpo di fucile da caccia che ha frantumato il finestrino lato guida dell’auto di Saillant, colpito mortalmente alla parte sinistra del volto. Poi Assenza ha sgommato via. Ma i suoi movimenti erano stati ripresi dalle telecamere di sicurezza della zona, che hanno consentito a carabinieri e polizia di risalire subito a lui e di prelevarlo a casa della madre, recuperando anche l’arma, regolarmente detenuta in quanto cacciatore, che aveva sparato da poco.

Assenza, dopo essersi in un primo tempo mostrato reticente, ha poi fatto le prime ammissioni, vuotando infine del tutto il sacco dinanzi al sostituto procuratore Monica Monego, la quale ha tenuto a precisare l’atteggiamento collaborativo dell’assassino, arrestato per omicidio volontario aggravato dalla premeditazione. L’uomo si trova rinchiuso nel carcere di Ragusa in attesa della convalida dell’arresto, mentre il corpo del pompiere, dopo l’autopsia, è stato restituito ai familiari per i funerali, che saranno celebrati a Vittoria. Assenza, imprenditore di successo a Londra, dove vendeva a grosse e prestigiose catene alimentari i prodotti ortofrutticoli importati dalla Sicilia, dopo l’ennesimo sospetto dei tradimenti della moglie ha preso il primo aereo per concretizzare i suoi propositi assassini.

Sospettando della relazione extraconiugale della consorte con il vigile del fuoco, il cui numero di cellulare veniva composto spesso dalla moglie, come risultava dal telefonino di quest’ultima, che conteneva pure parecchi sms scambiati tra lei e il pompiere, ha atteso quest’ultimo sotto casa quella fatidica domenica, dopo aver fatto una mezza dozzina di giri in auto nella zona, come documentato dalle telecamere di sorveglianza. Poi l’agguato mortale che non ha lasciato scampo a Saillant, morto sul colpo all’interno della propria auto ancora col motore avviato e con la radio accesa. Tutto in pochi secondi, con una precisione micidiale da parte di Assenza, che non ha sbagliato il colpo, forse perché alimentato dall’odio e allenato dalla sua passione per la caccia.

Un caso di omicidio risolto in meno di 24 ore dagli inquirenti, ai quali è andato il plauso del sostituto procuratore Monego, pure lei a sua volta molto abile nel far confessare tutto all’omicida, determinato comunque a collaborare. Una brutta storia che ha scosso Vittoria e il resto del territorio ibleo. Un delitto passionale commesso d’impulso da Assenza, che non ha tentato nessun chiarimento per accertare la fondatezza dei sospetti di una relazione extraconiugale e, nel caso, di farla cessare. Un’altra brutta pagina di cronaca nera che ha insanguinato l’estremo lembo di Sicilia.