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Giovedì 8 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 22:43 - Lettori online 755
VITTORIA - 25/01/2016
Cronache - L’assassino sospettava una relazione extraconiugale

Moglie dell´assassino chiamata da Saillant

Assenza era tornato dall’Inghilterra appositamente per compiere il delitto d’onore
Foto CorrierediRagusa.it

L’omicidio aveva scosso nel profondo non solo Vittoria, non nuova a fatti di sangue eclatanti, ma l’intero territorio ibleo: la vittima non era difatti un persona di dubbia reputazione o invischiata in giri loschi. A cadere vittima di un agguato domenica sera, intorno alle 21.30 al quartiere Forcone, era stato nientemeno che un vigile del fuoco, il 57enne Giorgio Saillant, che aveva smontato dal lavoro al comando provinciale di Ragusa circa un’ora prima di essere raggiunto da un colpo di fucile in piena faccia, sparato quasi a bruciapelo, che non gli ha lasciato scampo.

ECCO CHI E´ L´ASSASSINO DEL POMPIERE
A distanza di neanche 24 ore dall’omicidio, polizia e carabinieri hanno chiuso il cerchio sull´indagato, che ha confessato. Si tratta di Filippo Assenza, un coetaneo della vittima, vittoriese e incensurato, commerciante di prodotti ortofrutticoli dalla Sicilia all’Inghilterra, dove risiede. Filippo Assenza è sposato e padre di 2 figli che lo aiutavano nell´attività imprenditoriale a Londra (nella foto da sx con la scena del crimine e con la vittima Giorgio Saillant).

LA FOLLE GELOSIA SCATENATA DAI MESSAGGINI SUL TELEFONO DELLA MOGLIE
Il presunto omicida ha ammazzato il pompiere per motivi passionali. L’uomo, in preda ad una folle gelosia, aveva usato un fucile regolarmente detenuto, in quanto titolare di porto d’armi. Si era appostato in auto al quartiere Forcone, per attendere la vittima designata sotto casa, all’angolo tra le vie Torino e Guido De Ruggero, dove il pompiere abitava. A scatenare la follia omicida di Assenza il sospetto di una presunta relazione tra il vigile del fuoco e sua moglie, dal cui telefonino aveva visto alcune telefonate ricevute dall´utenza del vigile del fuoco e letto degli sms che gli avevano fatto salire il sangue agli occhi. La consorte viveva a Londra con il marito e i 2 figli, ma di frequente tornava in Sicilia, da sola. Questo comportamento e le "tracce" sul cellulare della donna hanno convinto Filippo Assenza a lavare l´onta del presunto tradimento con il sangue. E così anche lui è tornato dall´Inghilterra in Sicilia apposta per commettere il delitto d´onore.

LA MOGLIE DELL´ASSASSINO CHIAMATA DA SAILLANT PRIMA DELL´AGGUATO
La moglie dell´assassino era stata chiamata al telefono da Saillant poco prima dell´agguato mortale. Proprio grazie all´ultimo numero chiamato, ovvero la consorte del suo assassino, gli inquirenti sono risaliti ad Assenza, che si trovava in casa della madre dopo aver ammazzato il vigile del fuoco con il colpo di fucile da caccia sparato in faccia.

L´AGGUATO MORTALE
E così Filippo Assenza, armato di fucile, pazzo di gelosia ha atteso sotto casa di Saillant il suo arrivo. Quest’ultimo è giunto di lì a poco. Ha parcheggiato la sua Volkswagen Passat grigia ma non ha fatto in tempo a chiuderla che un colpo di fucile sparato dall’assassino dallo stesso abitacolo della macchina lo ha raggiunto in pieno volto, senza concedergli scampo. Un colpo solo, secco e preciso, che ha rotto il silenzio della zona. Poi la sgommata dell’auto dell’assassino.

L´EFFETTO BOOMERANG DELLA SPAVALDERIA DI ASSENZA
Ma proprio questa spavalderia si è rivelata fatale per il presunto omicida. Gli inquirenti, tramite le immagini riprese dalle telecamere di sicurezza pubbliche e private della zona, sono risaliti all’auto e quindi al numero di targa, andando a prelevare l’uomo fino a casa, dove è stata trovata la presunta arma del delitto. Si tratta di un fucile che, dalle prime risultanze degli esami balistici, aveva sparato da poco.

IL CROLLO DOPO IL SECONDO INTERROGATORIO E LA CONFESSIONE
Filippo Assenza è stato quindi sottoposto ad un primo interrogatorio nel corso del quale aveva già fatto le prime ammissioni di colpa. Alla luce di ciò è stato convocato l’avvocato di fiducia dell’indagato, sottoposto ad un successivo interrogatorio di garanzia nel corso di cui è definitavemnte crollato, confessando l´omicidio. Quindi l´arresto per omicidio volontario, anche per scongiurare un eventuale pericolo di fuga, visto che pare che l´uomo si accingesse a tornare in Inghilterra. L’interrogatorio è stato condotto dal sostituto procuratore Monica Monego. Le modalità del delitto, che lasciavano presagire ad una sorta di punizione esemplare per qualche possibile sgarro, unitamente al passato specchiato del pompiere, avevano indotto gli investigatori a propendere per la pista passionale. Sailant, difatti, non aveva debiti con banche o privati.

CHI ERA LA VITTIMA
Il caposquadra dei vigili del fuoco, in origine assegnato a Vittoria e poi in servizio a Ragusa, presentava una situazione economica nella norma. E poi l’uomo era decisamente lontano dai giri loschi della criminalità organizzata, non avendo nessun collegamento con il mondo della droga o altro. A questo punto restava solo la pista della vita privata, anche in ragione del fatto che Saillant aveva subito nel recente passato danneggiamenti all´auto e al portone di casa. Gesti intimidatori che evidentemente il pompiere aveva preso sottogamba, pagando con la vita. Il vigile del fuoco lascia la moglie e 3 figli, due dei quali vivono a Milano. Proprio nel capoluogo lombardo la vittima si era recata di recente con la moglie per organizzare il matrimonio di uno dei figli.

LA MOGLIE DI SAILLANT ERA STATA LA PRIMA AD ACCORGERSI DI TUTTO
La consorte di Saillant, in quella drammatica domenica sera, è stata tra le prime persone a sentire lo sparo. La donna era scesa in strada, trovandosi di fronte al raccapricciante spettacolo: il marito riverso a terra in una pozza di sangue. La moglie in lacrime e in stato di shock aveva abbracciato d´istinto il corpo esanime del consorte, prima di essere portata via e soccorsa. Il pompiere vittima dell´agguato mortale sotto casa, come accennato era uscito dal comando provinciale dei vigili del fuoco di Ragusa intorno alle 20, quando termina il turno di lavoro. Prima di smontare, come sempre aveva salutato i colleghi, scambiando con loro anche qualche battuta, e poi era salito tranquillo in auto diretto verso casa, dove ad attenderlo c´era il sicario che non gli ha concesso scampo. Il corpo della vittima si trova all´obitorio dell´ospedale "Guzzardi" di Vittoria dove sarà sottoposto ad autopsia.