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Giovedì 8 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 22:43 - Lettori online 636
VITTORIA - 25/01/2016
Cronache - Resta irrisolto il delitto del 32enne incensurato vittoriese

Omicidio del postino Ivano Inglese: tutto archiviato

Nel dispositivo che non ci sono «Elementi idonei a sostenere l’accusa di omicidio nei confronti degli odierni indagati» Foto Corrierediragusa.it

Il gip del tribunale di Ragusa Andrea Reale ha sciolto la riserva assunta nel corso dell’udienza del 17 dicembre 2015, archiviando, come richiesto dalla procura, la posizione di 4 indagati per l’omicidio di Ivano Inglese (foto), il postino part-time 32 enne di Vittoria, incensurato, ucciso il 20 settembre 2012 alla periferia di Vittoria. I genitori del ragazzo, Ornella e Giovanni, tramite l’avvocato Michele Vaira, avevano chiesto nuove indagini che seguissero la pista dell’omicidio. Quattro gli indagati, due fratelli agricoltori vittoriesi e due braccianti agricoli rumeni. Il magistrato che ha deciso per l’archiviazione sostiene nel dispositivo che non ci sono «Elementi idonei a sostenere l’accusa di omicidio nei confronti degli odierni indagati» e che «Le altre ipotesi investigative percorse, quella passionale e l’altra legata al consumo di stupefacenti, non hanno permesso di evidenziare elementi utili ai fini delle indagini». Resta il mistero sulla sparizione del marsupio e dei telefoni cellulari del giovane, il cui delitto resta quindi irrisolto. Ivano Inglese era il classico bravo ragazzo della porta accanto. Il giovane fu assassinato in un impianto serricolo di contrada Pozzo Ribaudo. Ivano fu trovato a terra privo di vita, sul ciglio della strada, crivellato da 10 colpi di pistola calibro 7,65. Il giovane, ancora vivo, scavalcò l’inferriata della serra inseguito dal sicario, che poi lo giustiziò. Nella caduta Ivano Inglese si fratturò la caviglia prima di essere colpito a morte dai proiettili che gli trapassarono il torace. Dal lavoro investigativo non sono mai emersi elementi di novità tali che potessero indirizzare verso una pista ben precisa. All’epoca del delitto fu esclusa la pista passionale e pure quella della rapina, dal momento che nelle tasche del giovane furono ritrovati 400 euro.

Tuttavia, come accennato, sparirono invece i due telefonini in uso al giovane, di cui uno venne acceso e localizzato un paio d’ore dopo l’omicidio. Ma poi non se ne seppe più nulla. Quali informazioni contenevano quei telefonini? Furono distrutti forse perchè tra i contatti c’erano anche i numeri di telefono e forse pure i messaggi di coloro che commissionarono e commisero il delitto? Tutte domande ancora senza risposta. La polizia di Vittoria scandagliò l’attività lavorativa che Ivano Inglese svolgeva all’ufficio postale di via Giacomo Matteotti. Di quale settore si occupava, con chi aveva rapporti esterni per motivi di lavoro? Effettuava pagamenti? Verso questa direzione furono concentrate le attenzioni degli inquirenti. I genitori della vittima lanciarono numerosi appelli anche all´assassino, facendo leva su una presunta coscienza, affinché si costituisse e svelasse il perchè di tale ferocia verso un ragazzo incensurato e voluto bene da tutti.