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Sabato 3 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 16:41 - Lettori online 685
VITTORIA - 22/01/2016
Cronache - La vicenda potrebbe riservare evoluzioni

Caso Guarascio: si indaga sui "colletti bianchi"

Al vaglio le posizioni di alcuni commercialisti e avvocati intermediari Foto Corrierediragusa.it

Il caso Guarascio si evolve anche sul binario processuale: la procura, oltre all’imminente richiesta di rinvio a giudizio per tre persone indagate, ha aperto anche un’inchiesta parallela e sta vagliando le posizioni di alcuni commercialisti e avvocati intermediari, oltre ad altri soggetti che avrebbero a che fare con i pignoramenti e la messa all’asta degli immobili. Intanto l’ipotesi di reato prospettabile per i tre soggetti indagati nel filone principale dell’inchiesta è quella di turbativa d’asta. Gli indagati sono Orazio Sciagura, bracciante agricolo vittoriese di 37 anni che acquistò la casa dei Guarascio all’asta, e altri due soggetti coinvolti nell’acquisto, ovvero l’avvocato Daniele Drago (ex legale di Sciagura) e Giuseppe Cassarino, commercialista e professionista delegato del tribunale di Ragusa all’asta. In particolare, Sciagura e Drago, dovrebbero rispondere anche del reato di tentativo di estorsione per aver cercato di rivendere la casa a Guarascio dopo essersi aggiudicati l´asta. Sciagura, difeso dall’avvocato Carmelo Scarso, si era sempre detto disponibile a trattare sul prezzo per la resituzione della casa ai Guarascio. La difesa punta molto sul provvedimento del tribunale del riesame di Ragusa che, il 23 aprile 2014, annullò l’ordinanza di sequestro preventivo dell’immobile disposto dal gip. Intanto si registra un lieto epilogo nella vicenda con la riconsegna ufficiale della casa alla famiglia (foto) da parte dei deputati grillini che l´avevano acquistato apposta dal proprietario che se l´era aggiudicata all´asta.