Corriere di Ragusa
Email
Corrierediragusa.it mobile
Feed Rss Corrierediragusa.it
Corrierediragusa.it - Motore di ricerca
Corrierediragusa.it su Facebook
Corrierediragusa.it su Twitter
Corrierediragusa.it su Google+
Dimensione testo:
|
A
|
Corriere di Ragusa.it
Mercoledì 7 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 16:29 - Lettori online 1334
VITTORIA - 08/01/2016
Cronache - I genitori hanno consegnato agli inquirenti gli effetti personali

Documenti acquisiti sul giallo di Roberto Gambina

Le indagini proseguono senza sosta per far luce sulla vicenda dai contorni poco chiari Foto Corrierediragusa.it

Documentazione scolastica e medica è stata acquisita dalla procura ai fini probatori nell’ambito dell’inchiesta senza indagati avviata dopo la strana morte a scuola dello studente 20enne vittoriese Roberto Gambina (foto). Intanto i genitori, che non hanno mai creduto alla tesi del suicidio, hanno consegnato agli inquirenti i capi di abbigliamento e gli effetti personali del figlio, sul cui corpo erano state riscontrate lesioni inspiegabili che si sommavano alla posizione innaturale dopo l’impatto al suolo rispetto al presunto lancio volontario nel vuoto. In più vi erano pure le tracce di sangue sospette sui gradini della scala esterna della scuola per nulla compatibili con l’ipotesi del suicidio. Alla luce di tutto questo i genitori, tramite i loro legali Patrizia e Salvatore Romano, avevano chiesto alla procura il sequestro delle cose appartenute al giovane, compresi gli indumenti e il cellulare, nonché i luoghi della tragedia. Tutto questo al fine di evitare la dispersione degli elementi e delle tracce utili alla ricostruzione di quel che avvenne effettivamente quella fatidica mattina del 20 novembre scorso all’istituto paritario Lanza, quando Roberto Gambina venne ritrovato riverso a terra in una pozza di sangue nel cortile della scuola sottostante la scala esterna di emergenza da cui precipitò dal secondo piano. I genitori di Roberto puntano all’ipotesi dell’omicidio, oltre che per gli elementi sopradescritti, anche perchè il figlio non aveva mai dato segnali di disagio o altro e aveva anzi una gran voglia di vivere.

La famiglia Gambina aveva quindi richiesto l´ausilio dei Ris mentre i consulenti tecnici d’ufficio incaricati dalla procura hanno provveduto ad eseguire gli esami istologici. Sul corpo del giovane era difatti stata effettuata l’autopsia, dietro specifica insistenza dei genitori, che intendono vederci chiaro sulla vicenda, sulla quale sono in corso le indagini. Qualcuno (forse più di una persona) quindi avrebbe spinto giù il giovane, magari al culmine di una discussione, o in maniera involontaria oppure deliberatamente. Si paventerebbe quindi l’ipotesi dell’omicidio, preterintenzionale o volontario. Roberto Gambina morì dopo la corsa in ambulanza al «Guzzardi» di Vittoria, dove arrivò in gravissime condizioni.