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Sabato 10 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 18:19 - Lettori online 665
VITTORIA - 12/10/2007
Cronache - Vittoria - Si tratta di due fratelli di 26 e 24 anni

Rapina in tabaccheria
presi i due autori

Adesso si cerca il terzo complice Foto Corrierediragusa.it

I fratelli Rosario Avila (nella foto) e Giuseppe Avila, 26 e 24 anni, sarebbero gli autori della rapina alla tabaccheria consumata giovedì a mezzogiorno. Non hanno avuto neanche il tempo di spendere il bottino arraffato nella tabaccheria di via Giacomo Leopardi, in tutto mille e 500 euro. La Polizia di Vittoria li ha arrestati nel pomeriggio dello stesso giorno nella loro abitazione, in contrada Cicchitto.

Un fermo di indiziato di reato a tempo di record, grazie al mazzo di chiavi ritrovato dentro la Fiat Uno della quale i presunti banditi s’erano serviti per la fuga dopo il colpo alla tabaccheria di G.I., 48 anni, già «visitata» in passato da malviventi. Dalle chiavi e dalle descrizioni fisiche e dell’abbigliamento dei banditi, gli investigatori sono risaliti in breve tempo alla casa di Rosario Avila. Un arresto a domicilio. Giuseppe Avila, il fratello più piccolo, indossava ancora gli stessi jeans e la maglietta a righe verdi utilizzati per la rapina. Sono stati ammanettati e condotti presso il carcere di Ragusa per il processo.

Dei soldi, però, nessuna traccia. E neanche de terzo complice del colpo, l’uomo che faceva da palo a bordo della Fiat Uno. Questi viene attivamente ricercato. Non dovrebbe avere una latitanza lunga.

I 3 banditi sono entrati in azione alle 12,30 di giovedì. I due Avila, a volto coperto da passamontagna e armati di pistola, sono entrati nella tabaccheria di via Leopardi per rapinare il titolare, che ha dovuto consegnato 1.500 euro. Il complice è rimasto dentro la Uno che era stata rubata la sera prima. Sarebbe andato tutto liscio senza l’inatteso incidente stradale durante la fuga. All’altezza di via Cavallo, la Uno ha tamponato una Lancia Musa in sosta.

I banditi hanno lasciato la vettura per fuggire a piedi. Nella fretta hanno dimenticato il loro mazzo di chiavi personali e si sono esposti alla vista di parecchi testimoni. Sulla base delle testimonianze e delle chiavi, gli inquirenti non hanno impiegato molto a raggiungere i presunti autori. Sono state visitate alcune abitazioni a campione e in una di queste, in contrada Cicchetto, la porta s’è aperta: era quella dei fratelli Avila.

I particolari della rapina e dell’arresto sono stati spiegati in conferenza stampa dai dirigenti del Commissariato di Vittoria Gaetano Cravana ed Emanuele Giunta. I fratelli Avila non sono nuovi a imprese malavitose. Dispongono di un curriculum di tutto rispetto per reati contro il patrimoni, in particolare furti e rapine. Quanto sta accadendo in tutta la provincia e in particolare a Vittoria, città che vanta il triste primato delle rapine, crea già uno stato di allarme sociale nella comunità vittoriese.

Eventi che non consentono alle forze dell’ordine di abbassare la guardia in vista della stagione invernale, periodo ricco di azioni criminali. Il questore Giuseppe Oddo ha già disposto un accurato piano di prevenzione che mira a ridurre gli spazi d’azione dei malintenzionati e a dare più serenità a commercianti, imprenditori e cittadini.

Giuseppe Avila