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Giovedì 8 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 15:45 - Lettori online 907
VITTORIA - 26/11/2015
Cronache - I genitori hanno fortemente voluto l’autopsia

Studente morto a scuola: forse è omicidio

Chi avrebbe potuto avercela così tanto con il giovane al punto da causarne la morte? Foto Corrierediragusa.it

Non si sarebbe ucciso Roberto Gambina, il 20enne studente vittoriese precipitato nel vuoto lo scorso 20 novembre dalla scala esterna d’emergenza al secondo piano dell’istituto scolastico paritario di Vittoria che frequentava con profitto. Qualcuno (o più di una persona) lo avrebbe quindi spinto giù, o al culmine di una discussione e in maniera involontaria, oppure deliberatamente. In ogni caso che non si sia trattato di suicidio ne sono convinti i genitori di Roberto, i quali hanno presentato una denuncia in procura e al contempo hanno fortemente voluto che fosse effettuata l’autopsia sul corpo del figlio. Tutto questo per fare piena luce su una vicenda dai contorni poco chiari. L’esame autoptico, i cui esiti saranno noti tra tre mesi, è stato eseguito mercoledì mattina, prima della tumulazione, nella camera mortuaria del cimitero di Vittoria dal medico legale Orazio Cascio e dal tossicologo Guido Romano, entrambi dell’università di Catania, affiancati dal perito di parte Guerrera, quest’ultimo nominato dai legali di fiducia della famiglia Gambina, gli avvocati Patrizia e Salvatore Romano.

I funerali del giovane sono stati già celebrati sabato scorso, ma i genitori si erano impuntati affinché l’esame autoptico fosse comunque fatto, e così gli avvocati di fiducia si sono mossi in maniera tempestiva affinché ciò avvenisse prima della tumulazione. L’autopsia si inquadra nelle indagini avviate dalla procura di Ragusa dopo la denuncia dei genitori per accertare eventuali responsabilità di terzi nella morte del ragazzo. Non è esclusa, come accennato, l’eventualità che qualcuno abbia spinto involontariamente o di proposito il giovane, facendolo cadere nel vuoto. In questo caso, ovviamente, si paventerebbe l’ipotesi dell’omicidio, preterintenzionale o volontario.

Al momento nessun nome figurerebbe nel registro degli indagati ma parecchie persone sarebbero già state sentite dagli inquirenti, in particolare gli amici della vittima che con lui frequentavano l’istituto paritario. Chi avrebbe potuto avercela così tanto con il giovane al punto da causarne la morte? Roberto Gambina morì dopo la corsa in ambulanza al «Guzzardi» di Vittoria, dove arrivò in gravissime condizioni. In un primo momento si fece subito strada l’ipotesi del suicidio, alla quale i genitori dello sfortunato ragazzo non hanno mai creduto, al punto da richiedere con fermezza che venisse effettuata l’autopsia sul corpo del figlio, come in effetti accaduto ieri. Una vicenda tanto tragica quanto misteriosa che potrebbe riservare eclatanti novità. Intanto i genitori di Roberto piangono il loro figlio, in attesa di ottenere giustizia.