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Sabato 3 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 10:31 - Lettori online 1273
VITTORIA - 15/10/2015
Cronache - Di guardia venivano lasciati feroci cani di grossa taglia

Piantagione marijuana: i 3 arrestati restano in carcere

Il gip ha convalidato gli arresti e deciso di mantenere la custodia cautelare in carcere
Foto CorrierediRagusa.it

Tre vittoriesi, di cui due incensurati, avevano messo su una vasta piantagione di cannabis indica, da cui si ottiene la marijuana, coltivata in cinque serre di contrada Resinè, nelle campagne di Vittoria. Era una catena di montaggio ben collaudata quella scoperta dalle fiamme gialle che hanno stretto le manette ai polsi degli incensurati Paolo Ravalli e Antonio Rocca, di 47 e 46 anni, e del 55enne Giovanni Bucchieri (da sx nella foto), già noto per reati specifici, tutti di Vittoria. Il gip Andrea Reale ha peraltro in queste ore convalidato gli arresti e deciso di mantenere la custodia cautelare in carcere. Il terzetto è stato colto in flagranza di reato, mentre, il proprietario delle serre è stato denunciato. Un quarto complice, che avrebbe rivestito un ruolo di spicco in seno al gruppo, è ricercato dal momento che è riuscito a sottrarsi al blitz delle fiamme gialle. L’uomo avrebbe comunque i minuti contati. Erano più di 5 mila le piante coltivate nascoste con teli frangivento di colore scuro e presidiate da cinque feroci cani di grossa taglia, pitbull e mastini napoletani, per tenere alla larga eventuali curiosi. Tutti gli impianti serricoli erano dotati di sofisticati sistemi di irrigazione per la crescita e la ventilazione delle piante per la successiva fase di essiccazione. Da una prima stima effettuata dalle fiamme gialle le piante coltivate avrebbero portato a ricavare mille 200 chili di marijuana, il cui valore sul mercato avrebbe superato un milione di euro. All´interno della piantagione è stato scoperto anche un casolare adibito allo stoccaggio delle piante già trattate, per essere destinate alla successiva commercializzazione nel mercato nero dello spaccio.

Oltre alle piante sono stati sequestrati dai finanzieri all´interno del casolare una pistola e un fucile a canne mozze. Le persone finite in manette avevano dunque pensato proprio a tutto per mimetizzare la piantagione tra le serre adibite a coltivazione di frutta e ortaggi, mettendo di guardia, per maggiore sicurezza, anche dei temibili cani.