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Martedì 6 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:23 - Lettori online 882
VITTORIA - 27/08/2015
Cronache - Una storia spaventosa quella scoperta dalla squadra mobile

VIDEO Donna abusata nelle serre: arresto

Donne spesso costrette a rapporti sessuali per salvarsi da uno sfruttamento inaccettabile fatto di 10 ore di lavoro al giorno nelle serre per 25 euro Foto Corrierediragusa.it

Le «schiave» del nuovo millennio sono braccianti agricole straniere sottopagate, vessate e, come nello spaventoso caso scoperto dalla squadra mobile, costrette a rapporti sessuali per salvarsi da uno sfruttamento inaccettabile fatto di 10 ore di lavoro al giorno nelle serre per 25 euro (vedere video).



Una giovane rumena giunta un anno e mezzo fa in Italia per una vita migliore ha invece trovato l’inferno, da cui l’hanno tirata fuori i poliziotti, che si sono finti raccoglitori di melanzane nelle serre per carpire dagli altri braccianti le informazioni utili a chiudere il cerchio. Le manette sono scattate per un tunisino 28enne, che, dopo essersi offerto di proteggere la donna dagli altri braccianti che le ronzavano attorno, ha ben presto rivelato il suo reale scopo: possederla. La donna è fuggita e il tunisino, deciso a ritrovarla, si è rivolto ad un’associazione di volontariato che collabora proprio con la polizia, informata della circostanza dagli stessi volontari. La vittima si era nel frattempo rifugiata in casa di un connazionale, ma il tunisino che ne sosteneva  la scomparsa si era pure inventato di sana pianta un rapimento, che, nella sua fervida fantasia, sarebbe stato organizzato dal datore di lavoro della donna, invece all´oscuro di tutto.

Il tunisino era riuscito nel frattempo a rintracciare la rumena, rendendole di nuovo la vita impossibile con appostamenti, pedinamenti e telefonate minatorie. Tutto questo fino al suo arresto che ha sancito la fine dell’incubo per la donna, che si trova ora in una località protetta. Ma il calvario continua per chissà quante altre straniere che trascorrono le loro giornate piegate nelle serre a raccogliere ortaggi e ad assecondare le richieste vergognose di alcuni datori di lavoro senza scrupoli da cui dipendono anche per vitto e alloggio. Le braccianti difatti spesso vivono in baracche ricavate nelle stesse serre, per risparmiare. Almeno un caso è stato ora risolto grazie all’intuito dei poliziotti e alla denuncia della vittima. Un esempio purtroppo poco seguito dalle connazionali, spesso soggiogate dalla paura scatenata dal caporalato nelle serre.