Corriere di Ragusa
Email
Corrierediragusa.it mobile
Feed Rss Corrierediragusa.it
Corrierediragusa.it - Motore di ricerca
Corrierediragusa.it su Facebook
Corrierediragusa.it su Twitter
Corrierediragusa.it su Google+
Dimensione testo:
|
A
|
Corriere di Ragusa.it
Lunedì 5 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 0:33 - Lettori online 782
VITTORIA - 23/07/2015
Cronache - Doveva essere il vincitore della selezione nel 2011 a Catania

Caso Scirè: il Cga dà ragione allo storico di Vittoria

"Ora mi auguro che l’Università di Catania esegua la sentenza, finora quella del Tar l’ha disattesa" Foto Corrierediragusa.it

Il Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana ha dato definitivamente ragione allo storico vittoriese Giambattista Scirè (foto), nella battaglia legale intrapresa contro l´Università di Catania. Come a suo tempo stabilito dal Tar di Catania, anche secondo il Cga, Scirè avrebbe dovuto essere dichiarato vincitore della selezione indetta nel 2011 dall´ateneo per l´attribuzione di un posto a tempo determinato di ricercatore per il settore concorsuale di Storia Contemporanea, presso la Facoltà di lingue e letterature straniere di Ragusa, invece, la commissione dichiarò vincitore un architetto che ha proposto ricorso sulla riscrittura della graduatoria fatta dai giudici amministrativi. Il Cga ha confermato integralmente la sentenza di primo grado che aveva riconosciuto che "gran parte dei titoli presentati dalla vincitrice (inerenti la pregressa sua attività didattica e positivamente valutati dalla Commissione) erano in realtà incongruenti col settore concorsuale di storia contemporanea, afferendo essi invece alla storia dell´architettura o in subordine all´architettura del paesaggio".

Dopo aver appreso della sentenza favorevole, Scirè ha dichiarato: "Ora mi auguro che l´Università di Catania esegua la sentenza, finora quella del Tar l´ha disattesa. Io continuo a credere di vivere in uno Stato di diritto e di avere i titoli per insegnare in una Università, anche se questa mia battaglia sul merito mi ha messo di fatto fuori dal giro accademico perché ho osato attaccare la "casta".