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Domenica 4 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 11:29 - Lettori online 852
VITTORIA - 21/07/2015
Cronache - Il processo scaturito dall’operazione "Alta tensione"

Condanne a 15 anni per la banda "elettrica"

Il magistrato inquirente aveva chiesto pene più severe Foto Corrierediragusa.it

Quindici anni di carcere per 5 imputati. Gli altri 4 sono latitanti e saranno giudicati con il rito ordinario. Sono i 9 componenti della banda dell’«Alta tensione» che per i continui furti di rame hanno provocato il buio totale in mezza provincia di Ragusa nei primi 6 mesi del 2014. Il pubblico ministero Monica Monego aveva chiesto più anni di carcere. Lo sconto, grazie al processo con il rito abbreviato scelto dagli avvocati degli imputati. Dei 9 imputati ammanettati e scortati dagli agenti penitenziari davanti al giudice per le indagini preliminari Andrea Reale nell’aula seminterrata del Tribunale, si sono presentati solo in 5. Tre in regime di detenzione, due agli arresti domiciliari. Gli altri 4 sono latitanti e saranno processati con il rito ordinario. Uno di questi, Ionel Barbu, inteso Ionut, dopo avere reso ampia confessione e addossato responsabilità nei confronti dei complici, è deceduto in Romania.

Nel corso della requisitoria il pubblico ministero Monica Monego ha sottolineato con vigore la responsabilità di soggetti dotati di spiccate vocazioni delinquenziali. Elementi senza scrupoli nel creare danni enormi al territorio e alle aziende, pronti a reiterare lo stesso reato di furto di rame subito appena usciti dal carcere, tanto da impegnare la Polizia nell’attività investigativa a base di intercettazioni telefoniche per intervenire prima di altri reati. Il magistrato inquirente aveva chiesto pene più severe.

Gli avvocati difensori nelle loro arringhe hanno invocato il minimo della pena per i loro assistiti per il reato di furto di rame, ma l’assoluzione per il reato di 416, associazione per delinquere. Gli avvocati Salvatore Citrella (difensore di Marius Ciubotaru, detto «Baluba»), avv. Daniele Drago (Marius Adar), avv. Melfi Verga Vito (Vasile Ciobanu), avv. Nicola Scibilia (Marius Florin Trandafir, inteso «Shampoo»), avvocato Biagio Giudice (George Alexandru Tudoran), hanno sostenuto con forza argomentazioni tese ad affermare che il reato associativo era inesistente, trattandosi, tutt’al più di accordi sostenuti fra di loro al telefono mentre organizzavano la modalità dei furti.

Dopo un paio d’ore di pausa, il giudice Andrea Reale ha letto la sentenza di condanna. Marius Trandafir, 4 anni e 1.120 euro di multa; Marius Ciubotaru 3 anni e 4 mesi, oltre 800 euro di multa; Geroge Tudoran 3 anni e 600 euro di multa; Vasile Ciobanu 2 anni e 2 mesi più 200 euro di multa; Marius Adar, 3 anni e 1000 euro di multa. Per tutti è caduto il reato associativo, perché il fatto non sussiste; mentre Marius Ciubotaru è stato assolto anche per il capo di imputazione relativo alla resistenza a pubblico ufficiale.

I condannati, compresi gli altri latitanti Nistor Feldrihan, Ionut Roman, Gabriel Titire e Ioan Zlatea, questo difeso dagli avvocati di fiducia Daniele Scrofani e Valerio Palumbo, si resero protagonisti di una impressionante serie di furti di rame nudo destinato all’erogazione di energia elettrica ai danni dell’Enel e di abitazioni private. Migliaia di chilogrammi di rame rubato che aveva un florido mercato all’estero e che metteva in ginocchio il territorio della provincia iblea. I furti sono stati commessi nei comuni di Ragusa, Comiso, Pedalino, Santa Croce Camerina, Chiaramonte Gulfi.