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Sabato 3 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 16:41 - Lettori online 1160
VITTORIA - 17/07/2015
Cronache - Sentenza del gup un udienza preliminare

Due patteggiamenti per il "cavallo di ritorno" a Vittoria

La coppia di giovani aveva preso di mira un vittoriese Foto Corrierediragusa.it

Patteggiano la pena i due vittoriesi accusati di tentata estorsione e ricettazione a Vittoria. Erano stati arrestati dalla polizia l’11 maggio scorso a Vittoria con l’accusa di tentata estorsione in concorso e ricettazione. In pratica, il classico metodo del «cavallo di ritorno». Il gup Andrea Reale ha accolto la richiesta di patteggiamento avanzata dall’avvocato difensore Giuseppe Di Stefano. La pena di un anno e 6 mesi è stata applicata a Domenico Tummino, con l’alternativa della semidetenzione, più 600 euro di multa; un anno e 4 mesi per Francesco Amodei, più 500 euro di multa, pena sospesa condizionale. Si tratta di due giovani soggetti con precedenti specifici, comunque già noti alle forze dell’ordine. Vittima dei due un vittoriese di 50 anni al quale rubarono il ciclomotore in uso al figlio che era custodito nel garage. Quasi in contemporanea con la denuncia di furto da parte della vittima, Tummino e Amodei si erano attivati per restituire i ciclomotore al proprietario in cambio di una tangente. Trattative notate dalla volante di Polizia che già aveva avviato le indagini.

Pressato dalle domande dei poliziotti, la vittima ha dovuto ammettere che i due giovani stavano gli stavano dando informazioni sul ciclomotore sparito la sera prima in piazza Cesare de Bus e visto in possesso di un nordafricano. Ciclomotore che poteva essere ritrovato in cambio di 250 euro. Dopo una trattativa sul prezzo si concordò il pagamento di 120 euro in cambio del motorino. Soldi pagati dalla vittima e ritrovati dalla polizia, che aveva fatto fotocopiare le banconote prima di consegnarle agli estortori. Un’ tentativo di estorsione bell’e buono che ha fatto scattare le manette ai polsi di Amodeo e Tummino, subito giudicati per direttissima e poi sottoposti ai domiciliari.

Nell’operazione furono coinvolti anche due minorenni i quali, messi alle strette davanti ai genitori, hanno dovuto confessare di essere stati d’appoggio all’azione malavitosa condotta da Amodei e Tummino. I due giovani sono stati denunciati alla procura della Repubblica presso Tribunale dei minori di Catania. L’avvocato Di Stefano ha richiesto il patteggiamento e per i due giovani è scattato il beneficio della riduzione della pena.