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Domenica 11 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 10:38 - Lettori online 666
VITTORIA - 10/06/2015
Cronache - Si tratta di Salvatore Lo Presti

Conferma in appello condanna bidello che uccise docente

L’uccisione dell’insegnante avvenne nella scuola dove lavorava, l’istituto comprensivo ’Francesco Pappalardo’ di Vittoria Foto Corrierediragusa.it

La Corte d’Assise di Appello di Catania ha confermato la sentenza a 16 anni e otto mesi di reclusione emessa in primo grado nei confronti del bidello Salvatore Lo Presti (difeso dall’avvocato Giovanni Mangione) che il 15 giugno del 2013 uccise all’interno della scuola «Pappalardo» di Vittoria l’insegnante di Religione Giovanna Nobile con 6 colpi di pistole, di cui 5 andati a segno. A conclusione del processo di primo grado il giudice Claudio Maggioni aveva condannato Lo Presti alla pena di 10 e 8 mesi di carcere. Dopo la pena, altri 5 anni di permanenza in una casa di cura e custodia. Il Giudice aveva disposto, inoltre, disposto una provvisionale di un milione 200 mila euro complessivi per risarcimento danni alle parti civili: 200 mila euro ciascuno per i genitori, il marito e i due figli della vittima, e 100 mila ciascuno per i due fratelli.

A Catania, in Corte d’Assise d’Appello, presenti gli avvocati delle due parti. Giovanni Mangione dopo la lettura delle sentenza valuterà se proporre ricorso in Cassazione. «Avevo presentato ricorso ai fini di «quoad poenam»- chiarisce il legale- ovvio che la gravità del reato non si discute».

L´uccisione dell´insegnante avvenne nella scuola dove lavorava, l´istituto comprensivo ´Francesco Pappalardo´ di Vittoria. A pochi giorni dalla pensione l´uomo le sparò cinque colpi di pistola, centrandola due volte: un proiettile le lacerò il fegato rendendo inutile un´intervento chirurgico d´urgenza. Lo Presti fu arrestato dalla polizia di Stato che sequestrò la pistola usata per il delitto, una calibro 7,65.

La tragedia avvenne davanti gli occhi sgomenti e atterriti di colleghi dell´insegnante e dell´uomo, che aveva in mente altri ´obiettivi´, e creato momenti di panico. Giovanna Nobile, sposata, madre di due figli, e da un mese anche nonna, si recò a scuola per lavorare: entrò in segreteria e a quel punto la raggiunse il bidello che estrasse la pistola e le sparò. A fermare quella che poteva essere una strage fu un suo collega Salvatore Gallo, 56 anni, che lo afferrò per le braccia e lo bloccò in attesa dell´arrivo della polizia.

Nella foto l´assassino Salvatore Lo Presti e la vittima Gianna Nobile