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Giovedì 8 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 22:43 - Lettori online 461
VITTORIA - 20/05/2015
Cronache - Accorata lettera alle più alte cariche istituzionali e religiose

Eredi Guarascio scrivono a Mattarella e al Papa

In ordine alle indagini la Procura potrebbe archiviare tutto oppure emettere il rinvio a giudizio di 3 persone allo stato indagate Foto Corrierediragusa.it

Gli eredi di Giovanni Guarascio, il muratore che si è tolto la vita per non farsi togliere la casa all’asta nel mese di maggio del 2013, hanno scritto un’accorata lettera alle più alte cariche istituzionali e religiose: il presidente della Repubblica Sergio Mattarella e sua Santità Papa Francesco. In precedenza avevano scritto anche a Giorgio Napolitano prima che si dimettesse. Nessuno ha risposto ma confermano l’iniziativa tesa a far conoscere il loro caso ai massimi livelli istituzionali. Dopo tutto il baillame nei giorni e nei mesi successivi alla tragedia, i figli e la moglie di Giovanni Guarascio non parlano, ma affidano al loro legale Giulia Artini la parola per confermare il recente gesto. A che punto sono le indagini, chiediamo all’avvocato Giulia Artini? «Aspettiamo che venga reso noto l’esito delle indagini preliminari condotte dalla Procura- dice l’avvocato- dopo di che prenderemo le nostre decisioni, sia dal punto di vista civile che penale». Le indagini condotte dal Comando provinciale della Guardia di finanza non si sono mai fermate. Indagini tese ad affermare se nella ingarbugliata vicenda che ha portato all’acquisto della casa da parte di Orazio Sciagura sia stato fatto tutto in maniera regolare oppure si sia commesso il reato di turbativa d’asta. La Procura potrebbe archiviare tutto oppure emettere il rinvio a giudizio di 3 persone allo stato indagate. L’acquirente della casa, un commercialista e un avvocato vittoriesi. L’acquirente è difeso dall’avvocato Carmelo Scarso, il commercialista dall’avvocato Santino Garufi e l’avvocato dal collega Daniele Scrofani.

Dall’esito di queste indagini seguiranno le azioni dell’avvocato Artini per conto della famiglia Guarascio. Che al momento, come si sa, vive nella casa di ex proprietà in via Brescia, che è stata venduta all’asta. L’acquirente ha più volte richiesto un nuovo provvedimento di sfratto, ma i Guarascio resistono, e per dare più forza e coraggio alla loro azione hanno deciso di rivolgersi al capo dello Stato e al capo della Chiesa cattolica per un giudizio, ovviamente solo umanitario. Nel frattempo si aspetta che diventi legge l’impignorabilità delle prima casa. Forse alle calende greche.

Il sacrificio di Giovanni Guarascio, suicidatosi col fuoco per impedire lo sfratto, è doveroso ricordarlo, ha scoperchiato il verminaio delle aste giudiziarie. Da quell’infausto giorno di maggio del 2013, attorno al problema si è sviluppato intervento investigativo in Procura e un vasto dibattito di opinioni, grazie all’intervento dei Forconi e del vice presidente di Avviso pubblico Piero Gurrieri (promotore della legge sulla impignorabilità della prima casa).

Nella foto sopra la casa dove avvenne la tragedia a Vittoria e nel riquadro la vittima Giovanni Guarascio