Corriere di Ragusa
Email
Corrierediragusa.it mobile
Feed Rss Corrierediragusa.it
Corrierediragusa.it - Motore di ricerca
Corrierediragusa.it su Facebook
Corrierediragusa.it su Twitter
Corrierediragusa.it su Google+
Dimensione testo:
|
A
|
Corriere di Ragusa.it
Sabato 10 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 18:19 - Lettori online 1098
VITTORIA - 11/05/2015
Cronache - Denunciati pure 2 minorenni

VIDEO Rubano scooter per il "riscatto": 2 arresti

Utilizzato il metodo del "cavallo di ritorno". I due arrestati, difesi dall’avvocato Giuseppe Di Stefano, hanno ammesso il reato Foto Corrierediragusa.it

Il gip Claudio Maggioni ha convalidato l´arresto di Domenico Tummino e Francesco Amodei, arrestati dalla Polizia di Vittoria per estorsione. I due, interrogati alla presenza dell´avvocato difensore Giuseppe Di Stefano, hanno ammesso il reato contestato ed hanno lasciato il Tribunale a piede libero. Il magistrato ha ammesso agli arresti domiciliari Domenico Tummino ed ha disposto l´obbligo di firma di Pg per Francesco Amodei. L´avvocato Di Stefano alla luce dell´ammissione del reato valuterà la richiesta di rito alternativo in sede processuale.

La cronaca dell´arresto
Pensavano di avere organizzato bene l’estorsione col metodo del «cavallo di ritorno», ma sono incappati nelle pattuglie della polizia che hanno arrestato due maggiorenni e denunciato alla procura presso il tribunale per i minorenni di Catania due minori. Le manette sono scattate per Domenico Tummino, vittoriese di 22 anni, e per Francesco Amodei, vittoriese di 19 anni (da sx nella foto), entrambi molto noti agli agenti.



L’arresto è avvenuto sabato pomeriggio, ma tutta la vicenda era già iniziata la notte precedente. Sabato mattina un vittoriese di 50 anni aveva denunciato in commissariato di avere subito nel corso della notte il furto del ciclomotore in uso al figlio. Lo scooter era custodito in garage. Il furto era stata scoperto dallo stesso giovane il mattino seguente e il padre si era quindi recato in commissariato per la denuncia. Le indagini della polizia, coordinate dal dirigente Rosario Amarù, sono scattate immediatamente e le pattuglie hanno effettuato ricerche. Durante un sopralluogo i poliziotti hanno però notato due ragazzi dall’atteggiamento circospetto presentarsi alla porta della vittima del furto. Gli agenti hanno pensato subito al cosiddetto fenomeno criminale del “cavallo di ritorno”, ovvero la richiesta di denaro per la restituzione della merce rubata. Dopo alcuni tentennamenti, l’uomo che aveva denunciato il furto ha vuotato il sacco ai poliziotti che lo avevano convocato per avere spiegazioni: i due ragazzi che si erano presentati in casa gli avevano raccontato un’improbabile storia, ovvero che il giorno prima a tarda sera in piazza Cesare De Bus, avevano notato un extracomunitario spingere un ciclomotore che avevano riconosciuto essere quello del figlio dell’uomo. Uno di loro, stando al fantasioso racconto, aveva un cugino abbastanza rispettato nell’ambiente malavitoso, il quale poteva fargli recuperare il ciclomotore dietro il pagamento di 250 euro. La vittima, capendo immediatamente lo scopo dei delinquenti ed avendo paura che se non si fosse mostrato remissivo non avrebbe più rivisto il ciclomotore sottrattogli, ha tentato di assecondarli accettando il pagamento della tangente finalizzata alla restituzione della refurtiva, proponendo loro però di accontentarsi di 50 euro come “ringraziamento” per il loro interessamento. Alla fine i due malviventi si sono accordati per la cifra di 120 euro che doveva essere consegnata in piazza Cesare De Bus. All’appuntamento si sono presentati i due minorenni che poi hanno consegnato i soldi a Tummino e Amodei, che guardavano la scena a qualche decina di metri di distanza. Sono quindi scattate le manette dopo le perquisizioni domiciliari per tentata estorsione e ricettazione in concorso. I due minori, come accennato, sono stati denunciati.