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VITTORIA - 22/04/2015
Cronache - Il delitto che scosse la comunità quel maledetto 15 giugno del 2013

In Corte d´Assise processo a bidello che uccise docente

Fissata per il 9 giugno 2015 l’udienza camerale Foto Corrierediragusa.it

Si trasferisce in Corte d’Assise d’Appello di Catania il processo a Salvatore Lo Presti, il bidello che il 15 giugno del 2013 uccise a colpi di pistola la docente di Religione Gianna Nobile (foto). Un delitto che scosse la comunità vittoriese, l’intera provincia e il mondo della scuola. La Terza Sezione penale della Corte d’Assise d’Appello di Catania ha fissato per il 9 giugno 2015 l’udienza camerale a seguito del ricorso presentato dall’avvocato Giovanni Mangione, difensore dell’omicida. Il bidello in primo grado ha subito una condanna a 16 anni di carcere. Il sostituto procuratore Federica Messina nel corso della requisitoria aveva chiesto 16 anni e 6 mesi. Il gup ha allungato di due mesi la condanna e in più ha disposto per 5 anni dopo la pena, la permanenza in una casa di cura e custodia, in conseguenza della perizia agli atti del procedimento che lo riconosce seminfermo mentale. Il Giudice ha inoltre disposto una provvisionale di 1,2 milioni di euro complessivi per risarcimento danni alle parti civili: 200 mila euro ciascuno per i genitori, il marito e i due figli della vittima, e 100 mila ciascuno per i due fratelli. Con la sentenza depositata lo scorso 18 gennaio il gup Claudio Maggioni non ha escluso l’aggravante della premeditazione contestata dalla Procura della Repubblica, sebbene Lo Presti in sede di incidente probatorio sia stato dichiarato incapace di intendere e di volere, come richiesto dall’avvocato Mangione. Il legale ha presentato entro i termini di 45 giorni ricorso in Appello e ieri è stata fissata l’udienza camerale per il 9 giugno 2015.

La città difficilmente dimenticherà quegli attimi drammatici del 15 giugno 2015, quando il bidello Lo Presti entrò in azione con inaudita ferocia. La docente Nobile si trovava nella segreteria della scuola «Pappalardo» di viale Primo Maggio per firmare alcuni documenti. Lo Presti è andato incontro alla donna cominciando a sparare all’impazzata. Cinque colpi di pistola andarono a segno, il sesto colpì il muro perché un altro bidello riuscì ad alzare il braccio dello sparatore. La vittima fu subito soccorsa e trasportata al «Guzzardi» di Vittoria, ma poco dopo il ricovero è deceduta. Uno dei motivi oggetto di dibattito subito dopo il dramma fu quello dell’età del bidello. Perché Lo Presti alla soglia dei 70 anni era ancora al lavoro?