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Lunedì 5 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 0:33 - Lettori online 724
VITTORIA - 09/07/2008
Cronache - Vittoria- Piena luce sul furto delle piastrelle di maiolica

In vendita a Palermo le piastrelle rubate a Vittoria

Denunciate 5 persone: un vittoriese, un tunisino, due palermitani e un messinese. Avrebbero fruttato 42.500 euro Foto Corrierediragusa.it

Vittoria, Messina, Palermo, viale Regione Siciliana, «Trionfante antichità», raffinato negozio d’antiquariato che soddisfa i palati raffinati dell’aristocrazia e della nobiltà palermitana. Lì erano andati a finire le 500 mattonelle di maiolica rubate dal nobiliare palazzo Ricca di via Bixio a Vittoria. Comprate a Messina per niente, riciclate alla modica somma di 2 mila euro e rivendute come pezzi pregiati d’antiquariato a 85 euro a maiolica, che moltiplicate per 500 portano a un realizzo totale di 42.500 euro. Un affare.

Le mattonelle sono state ritrovate stipate dentro cassette di primaticci, ma per vederle ben esposte bisognava sfogliare la rivista nazionale «Cose Antiche», casualmente finita nell’occhio critico, indagatore e interessato di Luciano D’Amico, assessore-detective, che nella primavera del 2007 cercò di bloccare i ladri appena usciti da palazzo Ricca. I temi ispiratori per un noir all’Andrea Camilleri ci sarebbero tutti. «I ladri di maiolica» potrebbero essere locali. Le Procure di Ragusa, Messina e Palermo stanno cercando di inchiodare le 5 persone denunciate.

I denunciati sono S.R. un 30enne di Vittoria, noto alle forze dell’ordine per reati vari, un tunisino, M.H, residente a Vittoria; M.T., antiquario di Palermo 45enne, il cognato di questi, G.M. e un tale G.B., messinese, che secondo gli inquirenti potrebbe essere il primo ricettatore delle mattonelle.

Secondo i vari passaggi ricostruiti in conferenza stampa a palazzo Iacono, indetta dal sindaco Giuseppe Nicosia e dall’assessore Luciano D’Amico e riferiti dall’ex comandante della Polizia municipale Giuseppe Piccione, dal tenente Carlo Lo Presti e dagli ispettori Vincenzo Ferrante e Sergio Tumino, il primo passaggio avviene a Messina. Quando G.B riceve le mattonelle direttamente dai presunti ladri, per cederle al cognato dell’antiquario per 2.000 euro, il quale le fornisce direttamente all’antiquario di Palermo. Le mattonelle vengono pulite e restaurate per bene, fotografate, esibite in rivista e rivendute agli amatori: 85 euro a pezzo.

La prima denuncia scattò nell’agosto del ’97. Luciano D’Amico scoprì il furto, uno dei tanti compiuti ai danni del patrimonio vittoriese scarsamente protetto e tutelato. Si recò dai carabinieri per sporgere denuncia. A occuparsi del caso, però, con zelo e professionalità i Vigili urbani di Vittoria. Il tenente Lo Presti e i suoi collaboratori lavorano al caso da più di anno.

Indagini portate avanti insieme ai Carabinieri di Messina e di Palermo. I militari hanno fermato dentro il negozio d’antiquariato palermitano i 2 vittoriesi presunti responsabili del furto. Attraverso un sofisticato sistema tecnologico, consistente nell’immissione delle foto delle mattonelle pregiate in una banca dati mondiale, è stato possibile riconoscere le piastrelle di Vittoria, simili in tutto a quelle rubate a più riprese nel palazzo Ricca, sito nel cuore del centro storico di Vittoria: a due passi dal municipio e dalla ex sede dei Ds.

Durante la conferenza stampa il sindaco e l’assessore hanno espresso soddisfazione per il ritrovamento delle mattonelle. Agli investigatori della Polizia municipale è stato consegnato un attestato di encomio e per quanto riguarda il processo a carico dei presunti responsabili, il Comune s’è costituito parte civile.