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Domenica 4 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 16:41 - Lettori online 313
VITTORIA - 19/02/2015
Cronache - Manette per il tunisino 30enne Hassen Tlili

VIDEO Quando una mamma ringrazia la polizia

L’uomo è stato bloccato mentre passeggiava tranquillo in piazza Manin
Foto CorrierediRagusa.it

«Ringrazio di cuore la polizia e tutti gli inquirenti che hanno lavorato in maniera certosina per assicurare alla giustizia il presunto responsabile della morte di mio figlio. Se potessi, li abbraccerei uno per uno». Queste le commosse parole che la signora Pina, madre di Davide Fontanella, ha voluto rendere pubbliche per nostro tramite anche a nome del marito Francesco e del resto della famiglia.



“Tengo a precisare però – prosegue la mamma – che mio figlio non era un assuntore, come è stato erroneamente divulgato dai media. Era un ragazzo come tanti. Purtroppo saltuariamente, quando era in preda ai suoi momenti, quegli stessi momenti particolari che colpiscono un po’ tutti, faceva uso di droghe. E proprio questa cattiva abitudine, seppure occasionale, è stata fatale per mio figlio, il cui organismo pulito e non assuefatto allo stupefacente ha reagito alla sostanza estranea in maniera imprevedibile. Mio figlio Davide non è più di questo mondo ma sento che in qualche modo vive ancora, non solo nei nostri cuori. Spero che il dramma che ci ha colpito – conclude la signora Pina – possa essere da esempio affinché quanto accaduto non si ripeta e i giovani capiscano l’importanza della vita, che è una e una sola e non va rovinata con la droga, che può risultare letale anche se provata per un sola volta”.

L´ARRESTO DEL PRESUNTO SPACCIATORE DI MORTE
Tre tunisini, uno arrestato e gli altri due latitanti, sono ritenuti essere dalla polizia del commissariato di Vittoria i responsabili della morte per overdose da eroina letale di un 37enne vittoriese, Davide Fontanella, ritrovato cadavere dalla moglie in casa la sera del 4 marzo 2013. L’uomo faceva solo salutariamente uso di droga e non era un assuntore abituale. I responsabili della morte di Davide Fontanella, come accennato, sarebbero tre nordafricani su cui subito si erano concentrati i sospetti in quanto spacciatori di eroina con decine di clienti ai quali cedevano dosi dai costi variabili da 25 fino a 70 euro. Tra il capo e gli altri due complici in 75 giorni vi furono 700 contatti telefonici e oltre mille contatti con gli assuntori di droga. Ora il leader del gruppo è finito in manette: si tratta di Hassen Tlili (foto), 30 anni, tunisino, riconosciuto dai poliziotti mentre passeggiava tranquillo nei pressi di piazza Manin. Gli agenti lo hanno bloccato e perquisito: è stato trovato ancora in possesso di marijuana, hashish, un coltello e della somma di 780 euro della quale non ha saputo giustificare la provenienza e ritenuta quindi probabile provento dell’attività di spaccio. Il tunisino è stato quindi rinchiuso nel carcere di Ragusa mentre gli altri due complici sono ricercati su tutto il territorio nazionale. I poliziotti hanno accertato che l’eroina era letale perchè tagliata con destrometorfano, un potente farmaco contro la tosse che moltiplica gli effetti della droga. Il mix letale causò il decesso di Fontanella per collasso cardio-circolatorio e respiratorio conseguenza di un edema polmonare determinato da un’intossicazione acuta da eroina via endovenosa. Nel corso dell’indagine durata diversi mesi sono state sequestrate diverse dosi di eroina, marijuana, hashish, una pistola calibro 8 mm, un caricatore e 49 cartucce, oltre a computers portatili, orologi e una chitarra elettrica lasciati in pegno o barattate dai tossicodipendenti in cambio della “dose”. I dettagli dell’operazione sono stati illustrati dal questore Giuseppe Gammino e dal vice questore aggiunto del commissariato di Vittoria Rosario Amarù che hanno evidenziato l’attenzione sempre elevata per la lotta allo spaccio di droga. Un arresto dunque che rende anche in parte giustizia alla moglie e agli altri familiari del vittoriese deceduto per overdose.