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Sabato 3 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 16:40 - Lettori online 878
VITTORIA - 17/02/2015
Cronache - Operazione della guardia di finanza

Sequestro milionario "Rinascita": 19 indagati

Sotto sequestro terreni e fabbricati Foto Corrierediragusa.it

La guardia di finanza ha sequestrato un terreno di quasi 6 mila metri quadrati e fabbricati di tipo industriale estesi per oltre mille 700 metri quadrati per un valore orientativo di oltre un milione di euro ubicati nel comune di Vittoria e già appartenuti alla cooperativa "Rinascita" di Vittoria, espressione dell’associazionismo ipparino nel campo della commercializzazione dei prodotti agricoli. L’attività effettuata si inserisce nell’ambito di complesse indagini in ordine alle note vicende aziendali che sono culminate nel commissariamento e nella successiva liquidazione coatta amministrativa della cooperativa "Rinascita" di Vittoria.

La dettagliata ricostruzione dei fatti e situazioni effettuata ha consentito, tra l’altro, di accertare ben definite responsabilità a carico di 19 persone, risultate coinvolte a vario titolo nell’amministrazione della cooperativa, oppure in qualità di amministratori di terze società, e comunque tutti indagati in concorso per reati di bancarotta fraudolenta.

Sono quasi tutti i componenti dell´ultimo consiglio d´amministrazione della cooperativa Rinascita di Vittoria i 19 indagati dalle fiamme gialle che dopo 4 anni di indagine contesta loro il reato di bancarotta fraudolenta. Tra questi l´ultimo presidente e direttore della cooperativa ´rossa´ di Vittoria, Giuseppe Di Bona e Ignazio Sarrì, oggi commissariata che avrebbero distratto alcuni beni immobili per un valore di un milione di euro dal patrimonio della cooperativa con il trasferimento a una società di diritto maltese, che la Procura di Ragusa ritiene sia stata appositamente costituita. La cooperativa Rinascita era stata costituita negli anni ´50 dai pionieri dlela serricoltura di Vittoria come Pietro Gentile e i fratelli Bennici ed era riuscita a raccogliere l´adesione di più di mille 200 soci.

In dettaglio, l’asse immobiliare oggetto di sequestro è stato distratto dal complesso patrimoniale della cooperativa "Rinascita" attraverso ripetute e artificiose interposizioni societarie, determinanti il giuridico trasferimento dei beni immobili a favore di una ben individuata società di diritto maltese, appositamente costituita e strumentale agli scopi da perseguire.

Il sequestro preventivo operato dalle fiamme gialle offre dunque all’ordinamento un valido strumento per cautelare beni che rappresentano il profitto del reato di bancarotta fraudolenta.


trasferimenti fittizi
17/02/2015 | 18.33.32
marcotullio

Tra gli indagati ci sono anche i notai che hanno stipulato gli atti di trasferimenti evidentemente fraudolenti?