Corriere di Ragusa
Email
Corrierediragusa.it mobile
Feed Rss Corrierediragusa.it
Corrierediragusa.it - Motore di ricerca
Corrierediragusa.it su Facebook
Corrierediragusa.it su Twitter
Corrierediragusa.it su Google+
Dimensione testo:
|
A
|
Corriere di Ragusa.it
Giovedì 8 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 15:45 - Lettori online 893
VITTORIA - 28/01/2015
Cronache - Duro intervento del componente della Commissione parlamentare antimafia

Lumia: "Sono tornati i boss a Vittoria"

Nell’interrogazione al ministro Alfano citati i nomi di tanti boss di ritorno: fra questi l’ex collaboratore Claudio Carbonaro e i fratelli Nigito Foto Corrierediragusa.it

L’omicidio del calabrese Michele Brandimarte a metà dicembre in via Roma e alcuni colossali incendi di ditte dedite alla lavorazione di imballaggi per l’agricoltura, hanno riacceso i riflettori sulla criminalità di ritorno a Vittoria. La situazione sarebbe tornata preoccupante. Portavoce di queste preoccupazioni, il senatore Giuseppe Lumia (foto), che ha rivolto una interrogazione dai contenuti inquietanti al ministro dell’Interno Angelino Alfano. L’interrogazione è di quelle destinate a fare rumore nell’ambiente criminale e investigativo della città di Vittoria. Nomi, cognomi e soprannomi di vecchi e nuovi presunti componenti dei clan attuali, che prima si chiamavano Carbonaro-Dominante, stidda e mafia, sono stati inviati al Ministero. Fatti e circostanze dettagliate che sembrano essere stati presi da un vero e proprio dossier preparato dalle forze investigative: Procura della Repubblica e Direzione distrettuale antimafia.

Lumia chiede di sapere «quale iniziativa il ministro Alfano intenda intraprendere per rafforzare il controllo del territorio da parte delle forze di polizia, supportare il movimento antiracket, sostenere la verifica del legale andamento del mercato ortofrutticolo e l´applicazione meticolosa del protocollo di legalità; quale iniziativa intenda intraprendere per sostenere la Dda di Catania e la Procura di Ragusa nell´azione di repressione della mafia e dell´illegalità, volta a monitorare i boss scarcerati e l´attività criminale di corruzione e collusione intrapresa nuovamente nel territorio» .

Secondo Lumia, Claudio Carbonaro, ex collaboratore di giustizia e capoclan di spicco del famigerato clan in sodalizio con Dominante, finito il regime di protezione cui era sottoposto, si sarebbe rimesso in affari con altri soggetti già in passato destinatari del 416 bis. Nell’interrogazione vengono citati anche i fratelli Nigito e la loro attività nel campo delle macchinette del caffè, causa dell’omicidio di Francesco Nigito nel luglio del 2012.

Lumia ricostruisce il nuovo mosaico criminale partendo dall’omicidio di Brandimarte e da incendi importanti di aziende di imballaggi. «Un contenzioso economico tra gruppi calabresi e siciliani che non esclude il possibile riassetto dei ruoli criminali interni alla mafia siciliana dovuto al rientro nel territorio di pericolosissimi mafiosi per fine pena. Sull´omicidio ha aperto un´inchiesta la Procura di Ragusa e sul caso c´è anche l´attenzione della Direzione distrettuale antimafia di Catania».

L´APPREZZAMENTO DI GURRIERI
Il Vicepresidente nazionale di Avviso Pubblico Piero Gurrieri ha espresso apprezzamento per l´iniziativa del parlamentare Lumia: "La città di Vittoria, i suoi ceti produttivi, la sua economia, sono tornati ad essere sotto assedio e rispetto a questo quanti hanno responsabilità politiche sono chiamati a costruire rapidamente strumenti che aiutino a prevenire, dissuadere e contrastare, e a guidare una autentica e diffusa riscossa civile, per impedire alle mafie di condizionare le imprese sane e di avvelenare i pozzi della libertà di iniziativa economica, come sta adesso accadendo - ha dichiarato Gurrieri - e Lumia ha descritto con precisione e in tutti i suoi particolari un contesto e ha anche fatto i nomi e da questo momento non possono più esistere alibi per nessuno. Di certo, l´attenzione della magistratura e delle forze di polizia sarà, come al solito - ha concluso Gurrieri - adeguata e proporzionale alla minaccia che questi gruppi rappresentano per la legalità, ma ciò non basta".