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Domenica 4 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 15:22 - Lettori online 1401
VITTORIA - 03/01/2015
Cronache - Circa 10 famiglie avevano dovuto lasciare le abitazioni ieri sera

Falso allarme bomba in piazza a Vittoria

Gli artificieri a tarda notte hanno accertato l’assenza di pericolo
Foto CorrierediRagusa.it

Pericolo scampato a Vittoria. L’allarme bomba in piazza Italia, che era stata pure transennata, si è rivelato per fortuna falso (foto). Non c’era una bomba nella Renault Scenic posteggiata davanti alla ditta Helios che vende autoricambi in via Evangelista Rizza nei pressi di piazza Italia. Lo hanno accertato gli artificieri arrivati da Catania a tarda notte. Il ticchettio che si sentiva dall’interno della vettura era provocato dal malfunzionamento del freno a mano elettronico. Rientrato il pericolo, la polizia ha fatto rientrare i residenti delle case, fatte evacuare per precauzione. Per fortuna solo paura, quindi, e tanta prudenza, considerata la zona dove si è verificato l’episodio: due anni fa teatro di un vero e proprio attentato, quando un ordigno ha sventrato la saracinesca dell’azienda Helios provocando anche danneggiamenti di autovetture parcheggiate nei paraggi.

Il ticchettio strano vicino alla Renault Scenic aveva insospettito un passante che aveva dato l’allarme. Sembrava il rumore di una di quelle vecchie sveglie fastidiose la notte nelle camere da letto. Erano all’incirca le 21,30 quando era partito l’allarme. Sarebbe stato un fatto quasi irrilevante se quella macchina non fosse di proprietà della ditta Helios, il cui magazzino rivendita di autoricambi si trova proprio di fronte a dove era parcheggiata la Renault. La ditta, come accennato, aveva subito un attentato intimidatorio due anni fa.

L’8 febbraio del 2013, infatti, una bomba esplosa verso le 3 di notte aveva sventrato la saracinesca del negozio e perforato diverse auto in sosta raggiunte da schegge che sembravano proiettili. Si pensò inizialmente al racket, ma poi le indagini accertarono che di criminalità organizzata non c’era niente. L’attentato è stato classificato per fatti personali.

Due anni dopo la zona di piazza Italia, a pochi metri dalla scuola Giovanni XXIII, banche, un ufficio postale, dalla sede del Cudip e persino dalla caserma della Guardia di finanza, è stata transennata da polizia e vigili del fuoco fino all’arrivo degli artificieri di Catania, che hanno avuto il compito di accertare se si trattasse di ordigno predisposto con un timer, oppure della classica bolla di sapone.

In tutto una decina di famiglie avevano lasciato le case trasferendosi in strada o presso parenti in attesa della definizione delle indagini che hanno alla fine svelato il falso allarme bomba.