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Martedì 6 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:23 - Lettori online 898
VITTORIA - 28/10/2014
Cronache - L’attesa sentenza del femminicidio che il 15 giugno 2013 scioccò Vittoria

Condannato il bidello che uccise la docente

La sentenza, col rito abbreviato, è del gup di Ragusa Claudio Maggioni, che ha concesso l’attenuante della semi infermità mentale all’imputato Foto Corrierediragusa.it

E´ stato condannato a 16 anni e otto mesi di reclusione il bidello Salvatore Lo Presti che, a pochi giorni dalla pensione, uccise a colpi di pistola la professoressa di Religione Gianna Nobile (foto). L´omicidio avvenne il 15 giugno 2013 nella scuola "Francesco Pappalardo" di Vittoria. La sentenza, col rito abbreviato, è del gup di Ragusa Claudio Maggioni, che ha concesso l´attenuante della semi infermità mentale all´imputato.

LA RICHIESTA DELLA PUBBLICA ACCUSA E LE PENE ACCESSORIE
Il Pm Federica Messina, a conclusione della requisitoria, aveva chiesto la condanna dell´imputato a 16 anni e 6 mesi. Il gup gli ha comminato 2 mesi in più e disposto per 5 anni, una volta scontata la pena, la custodia in una casa di cura e custodia, in conseguenza della perizia agli atti del procedimento che lo riconosce semi infermo mentale. Il Giudice ha inoltre disposto una provvisionale di 1,2 milioni di euro complessivi per risarcimento danni alle parti civili: 200 mila euro ciascuno per i genitori, il marito e i due figli della vittima, e 100 mila ciascuno per i due fratelli.

LE REAZIONI DELLA FAMIGLIA NOBILE ALLA SENTENZA
"Per la famiglia Nobile - spiega il legale di parte civile, l´avvocato Daniele Scrofani - la pena è lieve, ma comprendiamo che con una perizia medico legale di semi infermità non si poteva fare di più".

LA PERIZIA PSICHIATRICA
Lo Presti freddò con 2 colpi di pistola la professoressa sotto gli occhi degli increduli e terrorizzati testimoni, uno dei quali lo bloccò, disarmandolo. La procura aveva chiesto il rito immediato per l’omicida. Il perito psichiatrico nominato dal tribunale aveva ritenuto che il bidello fosse «Parzialmente incapace di intendere e di volere perché soffre di un disturbo narcisistico della personalità, abbinato a un´atrofia congenita dell´encefalo». Pare ci fossero delle attenzioni non corrisposte dietro al femminicidio che scioccò Vittoria.

COME MATURO´ IL DELITTO
Salvatore Lo Presti, 69 anni, incensurato con il pallino della poesia, separato dalla moglie e padre di 5 figli, pare meditasse da tempo di uccidere la docente di 53 anni, pure lei sposata, madre dal carattere mite e benvoluta da tutti. La corte insistente con tanto di strofe amorose di Lo Presti aveva infastidito la professoressa, costretta a redarguirlo più volte anche di fronte ai colleghi.

QUELL´ONTA DA LAVARE COL SANGUE NELLA VISIONE DISTORTA DEL BIDELLO
Lo Presti avrebbe pure tentato un approccio in almeno un’occasione, ricevendo il secco diniego della donna. Quell’ultima umiliazione il bidello se le era legata al dito, al punto da affermare, come confessato nel lungo interrogatorio, che prima di andare in pensione tra qualche mese avrebbe lasciato di sé un ricordo indelebile. E così l´uomo si era portato a scuola la pistola calibro 7,65 che deteneva regolarmente da 35 anni, quando faceva il metronotte, sparando alla donna mentre parlava con i colleghi. Lo Presti, reo confesso, fu arrestato per omicidio volontario con l´aggravante della premeditazione e porto illegale di arma cinque ore dopo che il cuore della sua vittima designata aveva cessato di battere all’ospedale di Vittoria.


afrofia cerevrale quale?
28/10/2014 | 18.13.14
nicola

il cervello per scrivere le poesie e premeditare l´omicidio lo aveva ...chi ha fatto questa perizia? pena lieve ....10 anni ed esce....


che schifo...
28/10/2014 | 16.48.08
gd4

incapace di intendere e volere... però per prendersi lo stipendio ogni mese la capacità ce l´aveva!