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Sabato 3 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 22:30 - Lettori online 643
VITTORIA - 13/06/2008
Cronache - Vittoria ? Arrestato un tunisino violento

Botte e minacce di morte alla ex moglie per riavere il figlio

Tentato sequestro di persona, lesioni aggravate e minacce di morte: questi i reati contestati al tunisino Foto Corrierediragusa.it

Picchia la moglie dalla quale è separato e viene arrestato dalla Polizia di Vittoria su ordinanza del gip Vincenzo Ignaccolo che ha accolto la richiesta del pm Marco Rota. Le manette sono scattate ai polsi del tunisino Kamel Chalouati (nella foto), 40 anni, in regola con il permesso, separato e padre di un bimbo che il Tribunale aveva affidato alla moglie dopo la separazione.

Nel pomeriggio del 12 maggio l’uomo ha incrociato la moglie per strada, anch’essa tunisina di 39 anni, che passeggiava con il bimbo di 2 anni nel passeggino e in compagnia della sorella. In quell’istante l’uomo ha cercato di strappare con la forza il bambino, difeso strenuamente dalla mamma e dalla zia. E’ nato un alterco fisico fra i due ex coniugi nel corso del quale l’uomo ha picchiato di santa ragione la donna, scaraventandola contro il muro di un edificio, dover ha sbattuto violentemente la testa. Passata l’ira, l’uomo desisteva e andava via minacciando la donna di morte; mentre la ferita ricorreva alle cure sanitarie dell’ospedale.

Le ferite riportate sono state giudicate guaribili in 15 giorni. A quel punto è scattata la denuncia al commissariato e ieri Kamel ha varcato il cancello del carcere di contrada Pendente, responsabile dei reati di tentato sequestro di persona, lesioni aggravate, minacce e ingiurie. Non era la prima volta, sostengono gli inquirenti, che l’uomo manifestasse atteggiamenti violenti nei confronti della ex moglie, la quale aveva già denunciato i precedenti episodi agli inquirenti.

La violenza fisica, purtroppo, in questi giorni è diventata una mania a Vittoria. R.L., vittoriese di anni 62, è stato segnalato all’autorità giudiziaria per minacce a seguito di querela sporta da una sua condomina. I fatti derivano da futili diatribe tra condomini che perdurano nel tempo. Nella circostanza, alcuni giorni addietro R.L. minacciava di morte la vittima che decideva,al culmine dell’ennesimo litigio, di sporgere formale querela presso gli uffici del Commissariato.