Corriere di Ragusa
Email
Corrierediragusa.it mobile
Feed Rss Corrierediragusa.it
Corrierediragusa.it - Motore di ricerca
Corrierediragusa.it su Facebook
Corrierediragusa.it su Twitter
Corrierediragusa.it su Google+
Dimensione testo:
|
A
|
Corriere di Ragusa.it
Giovedì 8 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 22:43 - Lettori online 687
VITTORIA - 07/10/2014
Cronache - Il tragico epilogo del dramma familiare

Morto il 35enne sparato dal padre in casa a Scoglitti

Dopo il primo intervento chirurgico al "Guzzardi" le condizioni si erano aggravate. Il padre era stato arrestato subito dopo il fatto Foto Corrierediragusa.it

E’ durata 25 giorni l’agonia di Gaetano Di Pietro (nel riquadro della foto dell´ospedale "Garibaldi"), il giovane di 35 anni che il 12 settembre scorso era stato attinto da 4 colpi di pistola all’addome sparati dal padre Giuseppe Di Pietro a Scoglitti. Nel pomeriggio di ieri il giovane non ce l’ha fatta. Dopo il disperato tentativo dei medici della Chirurgia di Vittoria, il ferito era stato trasportato al "Garibaldi" di Catania. Ma ieri pomeriggio è giunta la notizia del decesso. Il padre era stato arrestato per tentato omicidio dai carabinieri coordinati dal tenente Daniele Plebani. Un fatto agghiacciante che aveva sconvolto la piccola frazione marinara di Scoglitti, quartiere dove i Di Pietro vivono. Un dramma familiare che aveva scosso la comunità locale. I Di Pietro sono una famiglia molto nota a Scoglitti. Il padre Giuseppe, 66 anni, un onesto lavoratore, giunto al parossismo della collera nei confronti del figlio, ha preso la pistola di piccolo che deteneva in casa legalmente e ha scaricato 4 colpi nella pancia del figlio da distanza ravvicinata. Quattro colpi che hanno demolito mezzo stomaco; i sanitari hanno dovuto asportare la milza e ricucire lesioni all’emitorace sinistro, stomaco, diaframma intestinale.

Sembrava un intervento demolitivo ma riuscito, tanto da fare sperare i sanitari vittoriesi in un lento ma progressivo recupero. Invece le condizioni si sono aggravate al punto da chiederne il trasferimento a Catania. Il padre aveva atteso i carabinieri mettendosi a disposizione della giustizia. Era stato arrestato e posto ai domiciliari.

I motivi del dramma apparvero agli inquirenti subito chiari, anche perché il genitore aveva spiegato nei minimi dettagli i moventi che avevano armato la sua mano per puntarla contro il proprio figlio. Gaetano aveva bisogno continuamente di soldi e assillava il padre fino all’esasperazione. Una storia andata avanti forse da anni che ha finito per rompere l’equilibrio psicologico di papà Giuseppe fino al pomeriggio del 12 settembre, quando nella casa di Scoglitti si è consumata la tragedia davanti agli occhi della mamma della vittima e moglie del marito omicida.